
Dal 24 giugno al 29 ottobre, il Museo Novecento di Firenze ospita la prima mostra personale in un museo dell’artista e ambientalista americana Haley Mellin, riconosciuta per il suo impegno nella pittura e nella salvaguardia del territorio. L’esposizione apre al pubblico martedì 24 giugno, con ingresso gratuito per i cittadini di città metropolitana in occasione della festa di San Giovanni, patrono di Firenze.

Curata da Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, la mostra si sviluppa in quattro sale e approfondisce la pratica dell’artista tra pittura, disegno e attivismo ambientale. Nel 2017 Mellin ha fondato l’iniziativa no-profit Art into Acres, che ha mobilitato artisti a sostegno della protezione di oltre 30 milioni di ettari di foreste primarie, grazie alla collaborazione con comunità indigene e locali, e a raccolte fondi guidate dal mondo dell’arte.
Questi sforzi hanno contribuito alla formazione di parchi nazionali, aree protette, anche indigene, e territori di conservazione comunitaria – ovvero spazi dedicati alla tutela della biodiversità e al riconoscimento legale delle terre in favore di comunità storiche locali. Per la prima volta, il suo lavoro con Art into Acres viene presentato al pubblico come una forma di attivismo artistico, inseparabile dalla sua pratica pittorica e grafica.
Parallelamente al suo impegno nella salvaguardia del territorio, Haley Mellin realizza opere dei paesaggi stessi che contribuisce a proteggere. I suoi dipinti si caratterizzano per un’attenzione ai dettagli guidata da una pittura leggera quasi evanescente, che mette in evidenza la ricchezza e la varietà naturale degli ambienti rappresentati. «L’arte è la conservazione di un concetto, un modo di essere, una storia, una testimonianza, un’eredità», afferma l’artista. «La pittura, per me, è conservare uno stato mentale particolare – un modo di stare nella e con la natura. È un omaggio, non un’alterazione. È tempo, osservazione, studio, ascolto mentre la natura parla».
La mostra fiorentina intende raccontare l’impegno costante in difesa della natura che Mellin trasferisce tanto nella sua pratica artistica quanto nei progetti ambientali. L’esposizione riunisce, infatti, una selezione di sue opere – tra cui dipinti, disegni e sketch book – e testimonianze del suo attivismo ambientale, sottolineando la loro interconnessione. All’interno delle sue opere, Mellin documenta i paesaggi oggetto di tutela, trasformando ogni lavoro in un omaggio a quei luoghi. La sua è una pratica di osservazione attenta e profonda della natura, nel tentativo di raccontare ciò che esiste così come lei lo percepisce. «La conservazione del territorio, quando ben fatta, è invisibile», afferma Haley Mellin. «Non resta alcuna traccia del tuo passaggio: la vita continua a scorrere come ha fatto per millenni.»
Il principio della sostenibilità è un elemento imprescindibile e sempre centrale di tutta la sua attività, che guida ogni sua singola azione e scelta. Dipinti e disegni, ad esempio, sono realizzati su piccola scala, in modo da poter essere trasportati facilmente in uno zaino, e nascono lavorando stagionalmente in studi all’aperto, rinunciando a spostamenti, elettricità, riscaldamento e raffreddamento.
