BAAB Issue 00 esordisce a Roma nello spazio espositivo fondato da CURA

BAAB Issue 00 esordisce a Roma nello spazio espositivo fondato da CURA

Baab Basement Biennial gate Rome

 “La maggior parte dei ‘basement’ non sono per le persone. Sono per le lavatrici, le auto, il vino o le caldaie. Se le cucine sono per cucinare, le sale da pranzo per cenare e le camere da letto per dormire, i seminterrati tendono a non essere definiti: sono semplicemente sotterranei. Sono fuori dalla vista e aperti all’interpretazione. Quando le persone vi si recano, sono libere di fare qualsiasi cosa”. Anthony Huberman

Cecilia Bengolea – Bestiaire, 2019

Dall’11 settembre al 6 novembre 2025 apre a Roma l’edizione di esordio di BAAB, Basement Art Assembly Biennial con un’ampia selezione di media, interventi site-specific, installazioni, performance, film, azioni e nuove produzioni.

Ideata e curata da Ilaria Marotta e Andrea Baccin, direttori fondatori di CURA., BAAB nasce in dialogo con un Advisory Board composto da Nicolas Bourriaud, Jean-Max Colard, Simon Denny, Anthony Huberman e Lumi Tan e si articola entro i ristretti confini di Basement Roma, lo spazio espositivo liminale e autosostenuto, fondato nel 2012 da CURA., e una serie di hotspots nella città: un cinema, un teatro, manifesti pubblici.

Vittorio Brodmann Empty Promise 2023

BAAB_Issue 00 è concepita come un organismo in movimento, un performing space destinato a cambiare nel tempo, in un processo di trasformazione, scrittura e riscrittura che si sviluppa nel corso della sua durata, fino a diventare un unico corpo e un’esperienza corale e collettiva.

La prima edizione di una “sedicente biennale” è così intesa come il teaser di un progetto in divenire, che si presenta con i propri limiti e le proprie domande rispetto a un mondo in continua evoluzione. La soglia di uno spazio espositivo claustrofobico e congestionato diventa il luogo in cui coltivare un nuovo pensiero critico, attraverso energie, connessioni, sperimentazioni, e un nuovo senso di comunità.

BAAB Issue 00 è un atto politico che delinea, evidenzia, e rivela – dicono i curatori Ilaria Marotta e Andrea BaccinNella sua ampia e stratificata orchestrazione ciò che viene portato alla luce è soprattutto un mondo embrionale, ibrido, metamorfico, in cui si mescolano ruoli, tempi, azioni; è il punto zero in cui convivono differenze e pluralità, in cui si mettono in crisi i principi classici della rappresentazione artistica e si definiscono i confini aperti di un nuovo spazio di libertà e nuovi modi di vivere insieme. È il luogo di nuove assemblee. È un modo per immaginare futuri alternativi.”

In un’epoca in cui tutto tende alla sovraesposizione, Basement Art Assembly Biennial ci invita a cambiare prospettiva e a guardare verso il basso perché “underground is the new institution”.

Il sottosuolo è il luogo in cui nascono nuove assemblee. È un modo per immaginare futuri alternativi”.
La prima lista di artisti partecipanti include: Davide Balula (1978), James Bantone (1992), Cecilia Bengolea (1979), Hannah Black (1981), Danielle Brathwaite-Shirley (1995), Vittorio Brodmann (1987), Claudia Comte (1983), Jeremy Deller (1966), Gina Fischli (1989), Gina Folly (1983), Calla Henkel (1988) / Max Pitegoff (1987), Carsten Höller (1961), Karl Holmqvist (1964), David Horvitz (1988), Than Hussein Clark (1981), Mark Leckey (1964), Lily McMenamy (1994), Nyala Moon (1992), Valentin Noujaïm (1991), Puppies Puppies (Jade Guanaro Kuriki-Olivo) (1989), Michele Rizzo (1984), Selma Selman (1991), Tobias Spichtig (1982), Nora Turato (1991), Women’s History Museum (Mattie Barringer, 1990 / Amanda McGowan, 1990).

Una seconda lista di artisti sarà svelata a settembre, nell’ambito di un ampio programma di talks, conferenze, performance e proiezioni, pensato per coinvolgere sia la scena artistica locale che quella internazionale. Ogni settimana, la mostra sarà arricchita da un numero crescente di opere, azioni e interventi per tutta la sua durata e una cena sociale, organizzata per coinvolgere la comunità degli artisti partecipanti attorno a una sessione di cucina, concluderà la mostra.

Parte di BAAB anche “Sonorama”, una sezione curata da Ruggero Pietromarchi intesa come un dispositivo sonoro catalizzatore di dialogo e connessione che, accompagnato da una serie di mixtape commissionati a tre artisti invitati CL, Dr. Pit, Car Culture, disegna un’esperienza sonora collettiva e stratificata.

Un performing program, che durerà per mesi dopo la chiusura ufficiale della mostra, è co-curato con Ilaria Mancia, mentre un podcast curato da curatori ospiti, esplorerà i temi della mostra nel corso delle settimane in dialogo con artisti e curatori.

La mostra – con Soho House Rome come partner principale e la media partnership di CURA e-flux e ZERO – è accompagnata da un newspaper pubblicato da CURA. che include testi dei curatori, Nicolas Bourriaud, Anthony Huberman, Lumi Tan, Jean-Max Colard, con descrizioni delle opere a cura di Costanza Paissan.


Foundatori

CURA. Piattaforma curatoriale ed editoriale fondata a Roma nel 2009 da Ilaria Marotta e Andrea Baccin, rivolta all’ideazione e produzione della rivista CURA., semestrale internazionale di curatela, arte e critica contemporanea.

Basement Roma Centro per l’arte contemporanea, organizzazione no-profit fondata da CURA. nel 2012, opera con spirito di sperimentazione e di libertà artistica, tra pensiero critico ed editoria. Immaginato come una istituzione indipendente, multidisciplinare e sperimentale, Basement Roma incarna, nell’anima underground del suo spazio espositivo, uno spirito di ricerca e di immaginazione radicale. Attingendo alle esperienze storiche che hanno caratterizzato l’avanguardia della città, a partire dalla fine degli anni Sessanta, Basement Roma ridefinisce, attraverso l’arte e gli artisti, il senso della comunità e della partecipazione pubblica, e la centralità degli spazi abbandonati, periferici e squalificati. Nel 2025 fonda BAAB, Basement Art Assembly Biennial a Roma.

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