
Anche in questo caso un pubblico esperto di appassionati del genere Jazz, ma in senzo lato di musica, come è quello che frequenta il mondo musicale di Spoleto, ha potuto apprezzare la performance di un artista internazionale di altissimo livello in linea con gli standard degli spettacoli proposti da Visioninmusica nella kermesse jezzistica spoletina al Teatro

Michael Mayo è nato a Los Angeles l’1.06.1992 da importanti musicisti: il padre sassofonista e pluristrumentista e la madre cantante, i quali si sono esibiti con Stevie Wonder, Diana Ross, Luther Vandross e molti altri celebri esponenti del mondo musicale internazionale.
Da giovane ha iniziato a cantare e durante la scuola superiore, in occasione della visita della cantante Gretchen Parlato, ha deciso di diventare cantante jazz professionista.
Ha frequentato il New England Conservatory of Music a Boston laureandosi in performance vocal jazz, poi presso l’Università della California a Los Angeles.
E’ un cantante, compositore e cantautore di jazz, neo-soul, R&B ed elettronica utilizzando loop station ed armonizzatori per moltiplicare la sua voce in un coro polifonico.
Sta raccogliendo consensi in tutto il mondo sia dalla critica che dal pubblico.
Nel 2017 e 2018 si è esibito ed ha registrato come membro della jazz/R&B “Shrek Shrek Is Love” e come cantante in vari album del batterista Nate Smith.
Nel 2019 si è esibito nel “Concerto NPR Tiny Desk”, cioè un concorso di mini concerti registrati presso la National Public Radio, che è stato istituito nel 2014 e particolarmente utilizzato durante il Covid.
Nel 2021 ha pubblicato il primo album “Bones” che è stato descritto come “un lavoro di sorprendente originalità che presenta un mondo sonoro musicale il quale fa riferimento a tutto: dai Beach Boys a J Dilla”.
Nel 2024 ha pubblicato il secondo album ”Flay”.
Nel 2025 ha eseguito il suo “NPR Tiny Desk Concert” con brani tratti da “Bones” e “Flay”.
Tra le molte esibizioni, ha cantato alla Casa Bianca, al Kennedy Center e all’American Voices Festival di Renée Fleming ed in prestigiosi palchi mondiali.
Michael è un talento vocale ed architetto sonoro che usa la voce come uno strumento orchestrale forgiando un linguaggio personalissimo ed affermandosi come un innovatore.
“La voce è il mio laboratorio. E’ il primo strumento dell’umanità, ma anche quello più fruibile, perché non ha confini fisici”. Dice Michael parlando di se stesso.
La voce che diventa strumento in un soft concerto in cui si è esibito da solo, ed accompagnato da Robin Baytas alla batteria, Nicholas Campbell alla chitarra basso e Andrew Freedman al pianoforte e tastiere con brani dell’album “Fly” derivato dal jazz americano ad una forma nuova di canzone colta lasciando il segno di una serata di “innovazione in stile spoletino” che ha ricordato gli spettacoli del Festival dei Due Mondi e del Teatro Lirico Sperimentale.
G.M.
