Basement Art Assembly Biennial BAAB presenta il suo Public Program e annuncia la proroga della mostra

Basement Art Assembly Biennial BAAB presenta il suo Public Program e annuncia la proroga della mostra

BAAB Daniele Molajoli

Oggi, mercoledì 5 novembre alle ore 19.00 negli spazi della Soho House di Roma, l’artista coreografa e ballerina Cecilia Bengolea (Buenos Aires, 1979), tra i protagonisti della edizione d’esordio di BAAB Basement Art Assembly Biennial, prima biennale di arte contemporanea di Roma, incontra la curatrice e critica francese Martha Kirszenbaum per una conversazione sulla sua pratica artistica e per presentare il suo ultimo film Return to Bog Walk(2025). L’incontro, a ingresso libero su prenotazione (), approfondirà il lavoro di Bengolea. rsvp@curamagazine.com

L’artista è tra i protagonisti del ricco Public Program che accompagna la manifestazione e che con cadenza settimanale chiama a raccolta la comunità cittadina dell’arte in una mostra in continuo movimento, processuale e collettiva. Sono parte del programma, anche Elisabetta Benassi (1966), Alessandro Cicoria(1982), CRC Reading Club (dal 2021) feat. Jazmina Figueroa, Paul Maheke, Sofia Gallarate, Vittoria Totale, DIS (dal 2011) feat. Kiernan Francis, Paul Gondry, DIS, Patrik Sandberg, Diego Gualandris(1993), Invernomuto (Simone Bertuzzi, 1983 / Simone Trabucchi, 1982), Impromptu Acts, Lateral Roma (dal 2020), Anna Franceschini (1979), Mark Leckey (1964), Lily McMenamy (1994), Nicola Pecoraro (1978), Gianni Politi(1986), Michele Rizzo(1984), Selma Selman (1991), Lorenzo Silvestri (1999), Francesca Pionati, e (1990) Matilde Cerruti Quara (1991)

Prorogata fino al 29 novembre, e visitabile negli spazi di Basement Roma (Viale Mazzini 128, Roma), BAAB Basement Art Assembly Biennial curata da Ilaria Marotta e Andrea Baccin è stata ideata con la regia di un Advisory Board composto da Anthony Huberman, Nicolas Bourriaud, Jean-Max Colard, Simon Denny e Lumi Tan, e presenta un’ampia selezione di media, interventi site-specific, installazioni, performance, film e nuove produzioni.

Artisti, collettivi, voci curatoriali e protagonisti di diverse discipline, si confrontano con le ragioni stesse della mostra e con la sua propulsione underground e collettiva, per una edizione d’esordio concepita come un organismo in movimento, un performing space destinato a cambiare nel tempo, in un processo di trasformazione, scrittura e riscrittura che si sviluppa nel corso della sua durata, per diventare infine un’esperienza corale e collettiva.

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