
Dal 8 al 16 novembre torna a Cremona la Festa del Torrone. Dolce di probabile origine araba, il torrone classico pare debba la sua codifica italiana a un cuoco cremonese che nel 1441 lo preparò per le nozze fra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. Un’intera settimana dedicata a una delle prelibatezze italiane che più rappresenta le festività, innanzitutto quelle natalizie. Una kermesse gastronomica, questa, che Cremona dedica al proprio dolce simbolo, per preparare palato e spirito all’incedere dell’inverno, quando il torrone diventa il simbolo della convivialità lenta, trascorsa intorno alla tavola ormai spoglia di tutte le pietanze.

Solo albume, miele, zucchero, aromi naturali (perlopiù vaniglia o cedro) e mandorle tostate – che darebbero il nome al dolce partendo dal significato “abbrustolire” del verbo latino “torreo” – sono gli ingredienti del torrone di Cremona, tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani (PAT), quello di Cremona si distingue dai prodotti di altre Regioni, per essere friabile e di color avorio.
Festa che anima tutta la città, questa 28ma edizione si conferma come l’occasione che più di ogni altra concilia gli aspetti golosi con quelli ricreativi, grazie a un calendario ricco di eventi, anche musicali; ma non solo: la Festa del Torrone è anche il modo per spiegare al grande pubblico l’importanza della filiera produttiva e quindi il valore anche artistico che può assumere il dolce, merito della maestria di alcuni degli artigiani presenti nelle piazze con le loro preparazioni disponibili per l’assaggio e per la vendita. Tra le “opere d’arte” quest’anno si distingue l’omaggio che la Rivoltini Alimentare Dolciaria di Vescovato (CR) dedica alle prossime Olimpiadi invernali: tra le attrazioni più curiose, infatti, spicca la sua maxi installazione dove i cinque cerchi olimpici altro non sono che giganti anelli di torrone che, dopo essere stati ammirati, verranno “sbriciolati” per il pubblico presente in città.
Torna a Cremona la Festa del Torrone. Dolce di probabile origine araba, il torrone classico pare debba la sua codifica italiana a un cuoco cremonese che nel 1441 lo preparò per le nozze fra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. Un’intera settimana dedicata a una delle prelibatezze italiane che più rappresenta le festività, innanzitutto quelle natalizie. Una kermesse gastronomica, questa, che Cremona dedica al proprio dolce simbolo, per preparare palato e spirito all’incedere dell’inverno, quando il torrone diventa il simbolo della convivialità lenta, trascorsa intorno alla tavola ormai spoglia di tutte le pietanze.
Solo albume, miele, zucchero, aromi naturali (perlopiù vaniglia o cedro) e mandorle tostate – che darebbero il nome al dolce partendo dal significato “abbrustolire” del verbo latino “torreo” – sono gli ingredienti del torrone di Cremona, tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani (PAT), quello di Cremona si distingue dai prodotti di altre Regioni, per essere friabile e di color avorio.
Festa che anima tutta la città, questa 28ma edizione si conferma come l’occasione che più di ogni altra concilia gli aspetti golosi con quelli ricreativi, grazie a un calendario ricco di eventi, anche musicali; ma non solo: la Festa del Torrone è anche il modo per spiegare al grande pubblico l’importanza della filiera produttiva e quindi il valore anche artistico che può assumere il dolce, merito della maestria di alcuni degli artigiani presenti nelle piazze con le loro preparazioni disponibili per l’assaggio e per la vendita. Tra le “opere d’arte” quest’anno si distingue l’omaggio che la Rivoltini Alimentare Dolciaria di Vescovato (CR) dedica alle prossime Olimpiadi invernali: tra le attrazioni più curiose, infatti, spicca la sua maxi installazione dove i cinque cerchi olimpici altro non sono che giganti anelli di torrone che, dopo essere stati ammirati, verranno “sbriciolati” per il pubblico presente in città.
