Spoleto Jazz terzo concerto con Anthony Strong & Colours Jazz Orchestra, brani da Cole Porter a Frank Sinatra

Spoleto Jazz terzo concerto con Anthony Strong & Colours Jazz Orchestra, brani da Cole Porter a Frank Sinatra

Spoleto Jazz 7.11.2025 – Palcoscenico – – ph. credit Gigi Merlo

Al Teatro Nuovo di Spoleto oggi intitolato al Maestro Gian Carlo Menotti, si arriva dal parcheggio multipiano “Posterna”, che accoglie fino a 465 auto dalla lunghezza di seicento metri alla profondità di venticinque metri, sotto l’antica Spoleto.

Questa opera, la prima e la maggiore delle tre opere di mobilità pedonale alternativa, inaugurata nel 2014, attraversa la città dalla cinta delle mura urbiche medioevali fino alla Rocca Albornoziana e tramite tapis roulant ed ascensori collega diversi luoghi storici, tra cui, il primo è il Teatro Nuovo, permettendo di accedere direttamente al suo interno: è particolarmente comodo in presenza della pioggia.

Spoleto – Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti – ph. credit Gigi Merlo

Dal 2010 il Teatro Nuovo ha il nome del Maestro Gian Carlo Menotti, fondatore del “Festival dei Due Mondi”.

Richiedendo la città, un teatro di maggiore capienza rispetto all’antico Teatro Caio Melisso, su iniziativa privata fu realizzato il nuovo teatro ed inaugurato nel 1864: accoglie 710 posti tra platea, quattro ordini di palchi e loggione. E’ il più grande teatro all’italiana dell’Umbria.

Fu utilizzata l’area della chiesa e convento di Sant’Andrea che erano stati edificati sopra una parte delle terme romane riscoperte in occasione dei lavori per l’accesso nel teatro dalla mobilità alternativa.

Il sipario del teatro, rappresenta la “Disfatta di Annibale” avvenuta ad opera degli spoletini nel 217 a.C..

Nel 1910 fu inaugurata la grande e bella Sala XVII Settembre in stile Liberty.

Dal 1947 ospita costantemente gli spettacoli del “Teatro Lirico Sperimentale Gioacchino Belli” e dal 1958 anche quelli del “Festival dei Due Mondi”.

Spoleto Jazz 7.11.2025 – Anthony Strong – ph. credit Gigi Merlo

Anthony Strong è nato il 29.10.1984 a Londra nel quartiere Croydon.

Ha studiato musica classica e jazz frequentando la Royal Accademy of Music, Purcell School e Guildhall School of Music and Drama, conseguendo la laurea in pianoforte jazz: è un cantante-pianista. Con il fascino sobrio e lo smoking impersona il tipico gentleman inglese ed è considerato uno tra i grandi talenti jazz in Inghilterra e nel mondo.

La sua vocalità raffinata, elegante ed il suo tocco al pianoforte inconfondibili esprimono grande energia e fascino.

Nel 2009 pubblica “Guaranteed ”, nel 2011 “Winter Wonderland” e “Delovely” classificato 1° jazz in UK ed il relativo video “Cheek of Cheek” visto in tutto il mondo, nel 2013 “Stepping Out” classificato 1° Jazz iTunes USA, nel 2015 “On A Clear Day”, nel 2019 “Me and My Radio”, nel 2022 “Don’t Dreams It’s Over”, “Easy Sail”, “Look For The Silver Lining”, “Skylark”, nel 2023 “Pick Yourself Up”, “Bring It On Home To Me”. Si è esibito in oltre duecento concerti in trenta paesi di quattro continenti.

La Colours Jazz Orchestra è stata fondata nelle Marche nel 2002.

Unisce precisione esecutiva e spirito innovativo: è diventata punto di riferimento tra le big band che esplorano repertori contemporanei e sonorità inedite.

E’ costituita da cinque musicisti per ciascuna sezione di sassofoni, trombe e tromboni, un chitarrista ed un contrabbassista che esprimono una grande potenza timbrica.

Il direttore e solista al trombone è Massimo Morganti.

Alla batteria Luke Tomlinson.

Durante tutto il concerto, Anthony Strong, esuberante e coinvolgente nell’esecuzione dei brani al pianoforte, ha entusiasmato il pubblico e ripetutamente ha sollecitato l’applauso per i componenti dell’orchestra.

Oltre alle composizioni di Strong sono stati presentati brani jazz classici e famosi conosciuti, molto appezzati dal numeroso pubblico presente nel grande teatro.

Il concerto, è stato un’occasione rara per riscoprire la grandezza di una musica jazz senza tempo, eseguita con intensità artistica tra la voce cristallina di Anthony ed il potente suono della big band con eleganza innata, uno slancio trascinante ed un’energia contagiosa che, oltre agli amanti del jazz, ha conquistato ogni tipo di pubblico.

G.M.

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