
“L’anima di Roma non si svuota a causa dell’extralberghiero. Al contrario, è proprio grazie alla rete diffusa di piccoli host che molti quartieri l’hanno potuta mantenere in vita anche nei momenti più complessi, dalla crisi post-2008 alla pandemia“.
Così Barbara Sichel, delegata della Federazione Associazioni Ricettività Extralberghiera (FARE) per il Centro, replicando alle dichiarazioni del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca agli Stati Generali del Turismo.
“I gestori extralberghieri sono spesso proprietari di un solo immobile o di una stanza della propria abitazione. Non speculatori né investitori anonimi, ma cittadini ospitali: persone che vivono la città e che accolgono altre persone“.
La Federazione FARE condivide la necessità di una regolazione equilibrata, “ma non possiamo accettare la narrazione secondo cui il settore è fuori controllo”, aggiunge ancora Sichel. “La Federazione, infatti, negli ultimi anni è stata la principale forza promotrice di norme chiare, controlli e legalità. Lo dimostra la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha aperto ai controlli digitali per il check-in e dando ragione alla linea proposta da FARE nelle sedi istituzionali, quando siamo stati gli unici a proporre un equilibrio tra sicurezza e innovazione, mentre altre sigle chiedevano la totale automazione senza verifica visiva”.
“Siamo pronti a collaborare con Regione Lazio e Roma Capitale – è la conclusione – per definire procedure operative che garantiscano un modello di ospitalità equo e rispettoso, all’altezza di una capitale europea”.
