GAM Spoleto a Palazzo Collicola inaugura la nuova stagione d’arte con quattro mostre tra memorie e sculture

GAM Spoleto a Palazzo Collicola inaugura la nuova stagione d’arte con quattro mostre tra memorie e sculture

Da sabato 21 febbraio 2026 fino a giugno, la Galleria d’Arte Moderna a Palazzo Collicola accoglie la prima importante mostra dell’anno inaugurata nella Galleria affrescata del palazzo gentilizio alla presenza di un folto pubblico di cittadini, artisti e critici d’arte italiani e stranieri.

GAM Palazzo Collicola ph. Credit Gigi Merlo

I tre piani del Palazzo Collicola ospitano quattro mostre ben progettate dal giovane Direttore Saverio Verini.

Per tre di queste mostre il 2026 è un anno di ricorrenze:

  • 800 anni dalla morte di San Francesco: “Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea”, al piano terra, curata da Gianni e Giuseppe Garrera.
  • 80 anni dell’artista spoletino Franco Troiani e 40 anni dello “Studio A’87” da lui fondato: “Agraria”, la personale, al Piano Nobile del palazzo, curata da Saverio Verini.
  • 80 anni di “Manifesti d’Autore” del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli”, al primo piano adiacente alla biblioteca, curata da Raffaella Clerici e Saverio Verini.
  • La quarta mostra “Sculpture speaks lounder than words”, la prima esposizione personale in Italia di Barry Flanagan, curata da Jo Melvin.
GAM Collicola Spoleto Febbraio-Giugno 2026 – Vita minore ph. Credit Gigi Merlo

Vita minore” propone una rilettura in chiave contemporanea della figura di San Francesco profondamente legato al territorio spoletino ove scelse il Monteluco, che si eleva di fianco a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione.

Dal concetto di minorità la mostra sfida la società a “farsi minori” mettendosi al servizio del prossimo secondo i valori di povertà di Francesco, mediante l’esempio di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: presenza del Vangelo, condanna della ricchezza, il controllo del linguaggio, la sottomissione alla natura ed al creato fino alla gloria della fraternità con la morte.

L’eredità di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.

Molte sono le opere esposte di famosi artisti tra i quali: Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono. .

Di notevole impatto la prima sala gremita da tavole di legno con lettere incise a fuoco realizzate negli anni ’70 dall’artista Antonio Del Donno, con frasi del Vangelo care a San Francesco.

Agraria”, la personale di Troiani,rimanda ad una visione che attraversa in profondità la pratica dell’artista evocando un’operosità legata alla terra, ai suoi cicli e ad un’idea di ‘fare arte’ fondata su semplicità, metodo e dedizione che si configura come principio operativo ed orizzonte etico.

Questa mostra mette in particolare dialogo la materialità essenziale dei lavori – realizzati prevalentemente in legno – con la fastosità degli arredi storici, attivando una relazione dialettica tra le opere e gli ambienti del Piano Nobile.

GAM Collicola Spoleto Febbraio-Giugno 2026 – Ignoti figli di quercia ph. Credit Gigi Merlo

L’obiettivo della mostra è di presentare una selezione mirata di opere che spazia dagli anni ’70 fino ad oggi, includendo per questa occasione, ed esposto nella Sala degli specchi, un lavoro inedito: “Teca Imperiale” – sul cui retro compare il tau francescano presente in molti lavori dell’artista.

Quattordici sono gli ambienti iniziando dal Salone d’onore con la colonna “San Sebastiano” del 1985 che colloquia con l’omonima grande tela del Guercino, nella attigua Sala rossa il quadro riproducente il duomo di Spoleto ”La luce di Maria Assunta” del 1980, per completare il percorso con decine di “Ignoti figli di quercia” allineati nella lunghissima Galleria, realizzati tra il 2019 ed il 2021.

GAM Collicola Spoleto Febbraio-Giugno 2026 – La luce di Maria Assunta – ph. Credit Gigi Merlo

Questa personale, che ha coinciso con gli ottant’anni di Franco Troiani compiuti il primo gennaio, vuole anche celebrarlo con riconoscenza per le innumerevoli iniziative organizzate tramite il suo “STUDIO A’87” – fondato nel 1986 – con il cui impegno ha svolto un ruolo fondamentale per la scena artistica di Spoleto e dell’Umbria, quale memoria storica dell’Arte e più in generale per le ampie conoscenze del territorio.

Va menzionata “Viaggiatori sulla Flaminia” fondata nel 1998: manifestazione d’arte condivisa con la fondamentale partecipazione anche di artisti giovani emergenti e storicizzati nazionali ed internazionali con i quali ha instaurato collaborazioni ed amicizie: Sol LeWitt, Idetoshi Nagasawa, Jannis Kounellis, Vettor Pisani, David Tremlett, Getulio Alviani e molti altri.

Il Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” è una delle istituzioni culturali più antiche e prestigiose di Spoleto e da sempre centrale nella formazione e nel lancio di giovani interpreti della scena lirica internazionale.

Manifesti d’autore – Teatro Lirico Sperimentale ph Credit Gigi Merlo

Il percorso espositivo presenta una selezione di bozzetti e disegni preparatori in originale, a cui sono accostati i manifesti successivamente realizzati, ripercorrendo la storia visiva dello Sperimentale e l’evoluzione del linguaggio grafico dagli anni ’70 ad oggi con opere di Emanuele Luzzati, Arnaldo Pomodoro, Toti Scialoja, Pietro Consagra, Ester Grossi e Gilberto Cappelli.

Attraverso i manifesti la mostra sottolinea il profondo legame tra il Teatro Lirico Sperimentale e la città di Spoleto, valorizzandone il ruolo storico e culturale nel panorama lirico.

Questa istituzione è stata fondata nel 1947 dall’avvocato e musicologo Adriano Belli per la formazione e debutto professionale di giovani cantanti lirici, rappresenta un punto di riferimento europeo per la didattica e la diffusione dell’opera lirica.

Attraverso un concorso internazionale ed un corso biennale integra il perfezionamento vocale, la preparazione scenica e la pratica teatrale che culminano nella Stagione Lirica di Spoleto.

Nel corso degli anni ha avviato famosi interpreti: Franco Corelli, Anna Moffo, Ettore Bastianini, Ruggero Raimondi, Mariella Devia, e altri. ed ha collaborato, tra gli altri,con Luca Ronconi e Ugo Gregoretti.

“Sculpture speaks lounder than words” – Berry – ph Credit Gigi Merlo

La mostra di sculture “Sculpture speaks lounder than words” è allestita dopo la scomparsa di Berry Flanagan nel 2009.

Il progetto propone una selezione di opere che raccontano la ricerca dell’artista britannico dai primi esperimenti con materiali eterogenei – sabbia, corde, tessuti, gesso, argilla e metalli, caratterizzate da un uso innovativo della forma, del suono e della luce – fino alle sculture figurative in bronzo.

La sua pratica, vicina al Minimalismo ed all’arte povera italiana, unisce rigore tecnico, sensibilità poetica incorporando elementi naturali, riferimento al mito ed alle forme simboliche.

Nato nel Galles del Nord nel 1941 Berry Flanagan è stato un artista internazionale.

Studiò architettura, poi si dedicò alla scultura alla Saint Martin’s School of Art di Londra ed a fine anni ’70 iniziò a lavorare pietra e bronzo che lo portò alla creazione del suo corpus di opere più iconico, costituito da rappresentazioni figurative di lepri ed animali, prevalentemente in bronzo.

Sue opere sono al Museum of Modern Art di New York, alla National Gallery of Art di Washington D.C., alla Tate Modern di Londra, al Centre George Pompidou di Parigi.

G.M.

Eventi e cultura Notizie