MoscaPartners Variations 2026 torna a Palazzo Litta con Metamorphosis in Motion per Milano Design Week

MoscaPartners Variations 2026 torna a Palazzo Litta con Metamorphosis in Motion per Milano Design Week

MoscaPartners Variations 2026, Palazzo Litta, Milano, Italy. Metamorphosis in Motion, entrance view ©️ Lina Ghotmeh — Architecture, 2025—2026

Metamorphosis in Motion è il titolo dell’installazione firmata da Lina Ghotmeh che accoglierà i visitatori di MoscaPartners Variations 2026 a Palazzo Litta. Il lavoro di Ghotmeh – architetta nata in Libano e basata a Parigi, qui alla sua prima opera personale site-specific all’aperto in Italia –sarà il fulcro scenografico e concettuale per la mostra che si terrà dal 21 al 26 aprile 2026, in occasione della Milano Design Week.

MoscaPartners Variations 2026, Palazzo Litta, Milano, Italy. Metamorphosis in Motion, top view ©️ Lina Ghotmeh — Architecture, 2025—2026

Incentrata sul temaMetamorphosis, MoscaPartners Variations 2026 presenterà una selezione di designer, creativi e aziende curata da Caterina Mosca e il suo team per offrire una riflessione sulla ricerca progettuale contemporanea. Palazzo Litta conferma quindi il suo ruolo di protagonista della settimana del design milanese grazie a un intervento poetico che parte dall’iconico Cortile d’Onore e si lega alle proposte esposte nelle sale barocche del piano nobile, dando continuità alla lungimirante intuizione dei fondatori di MoscaPartners Caterina Mosca e Valerio Castelli, che nel 2014 riscoprirono questo luogo unico rendendolo epicentro di creatività durante la Design Week.

Seguendo quell’approccio progettuale che lei stessa definisce “Archeologia del futuro”, Lina Ghotmeh ha ideato per il Cortile d’Onore di Palazzo Litta una installazione che intreccia memoria, paesaggio e spazio ispirandosi alla storia del Palazzo e al ruolo del suo cortile come luogo di ricevimento e rappresentazione pubblica, soglia scenografica per cerimonie e incontri ma allo stesso tempo spazio di transizione tra la città e gli spazi interni riccamente decorati. Metamorphosis in Motion,quindi, abbraccia l’ambizione di coreografare il movimento, inquadrare la percezione e trasformare l’architettura in spettacolo vissuto, interpretando la metamorfosi non solo come una trasformazione formale, ma anche come un processo spaziale e percettivo che pone le persone al centro dell’opera.

La simmetria, la proporzione e gli assi visivi del Cortile d’Onore di Palazzo Litta lo rendono una vera e propria scenografia dinamica in cui il corpo del visitatore diventa parte della composizione. In armonico contrasto, attraverso geometrie curve, prospettive mutevoli e un percorso sequenziale, il padiglione ideato da Ghotmeh trasforma questo luogo da cornice monumentale statica a ecosistema spaziale vivente. Un percorso labirintico diventa un dispositivo architettonico che media tra conservazione e attivazione, permettendo allo spazio di rimanere intatto pur venendo continuamente reinterpretato attraverso il movimento, la luce, gli elementi naturali e il tempo. Inoltre, le diverse aree delimitate dai moduli saranno dedicate a modi diversi di vivere il padiglione, sia dal punto di vista sensoriale che dal punto di vista dell’interazione con l’ambiente e gli altri visitatori.

Abbiamo riflettuto sul ruolo del cortile sia come passaggio che come rappresentazione, come se fosse un regno intermedio progettato per guidare il movimento e intensificare l’esperienza”, dichiara Lina Ghotmeh. “L’installazione è a tutti gli effetti un labirinto giocoso che attiva questo spazio senza alterarne la struttura, introducendo un livello contemporaneo che offre ai visitatori una pausa silenziosa all’interno dell’intensità dell’esperienza della Design Week. La metamorfosi emerge attraverso l’uso e il cortile si evolve da soglia a bene comune, da rappresentazione a partecipazione, trasformando lo spazio, la memoria e l’esperienza in un’unica narrazione architettonica dinamica”.

È con grande entusiasmo che accogliamo la visione di Lina Ghotmeh, il cui intervento nel Cortile d’Onore rappresenta l’ingresso ideale nell’universo di MoscaPartners Variations 2026”, afferma Caterina Mosca, fondatrice di MoscaPartners.Le installazioni che abbiamo commissionato negli anni per questo luogo così caratterizzato non sono mai state semplici quinte scenografiche, ma soglie concettuali capaci di dettare il ritmo e l’atmosfera dell’intera rassegna, trasformandosi in luoghi vivi dove la partecipazione delle persone diventa parte integrante dell’opera. Con Metamorphosis in Action, Lina riesce a sintetizzare perfettamente il legame tra la nostra ricerca e quella degli espositori presenti negli altri spazi del Palazzo: un approccio che guarda oltre l’oggetto per concentrarsi sulla rigenerazione e sull’adattamento. È una metamorfosi che si manifesta nel passaggio dal singolo prodotto all’ecosistema collettivo, dove la sensibilità per i materiali, le pratiche di riciclo e l’innovazione tecnologica convergono per disegnare una nuova idea di mondo.”

Metamorphosis in Motion si pone in dialogo diretto con le proposte degli espositori, costruendo un percorso fatto di narrazioni, dialoghi e prospettive tra le sale di Palazzo Litta – gioiello del barocchetto lombardo e sede oggi degli uffici del Ministero della Cultura. Attraverso una riflessione sul significato di trasformazione alimentata dalla ricerca, dallo sviluppo di nuovi materiali e dalle tecnologie oggi disponibili, Metamorphosis diventa così un’esplorazione del cambiamento: un passaggio verso nuove caratteristiche formali, identitarie e comunicative di prodotti e brand che, pur tenendo al centro l’essere umano, con i suoi bisogni e desideri, ampliano lo sguardo verso il rapporto con il Pianeta, le sue risorse e le modalità di interazione con l’ambiente che ci circonda, costruendo una connessione virtuosa tra individuo, spazio e natura.

Tra gli espositori selezionati: Adrenalina, Bar Adrenalina di DebonaDemeo (Italia), BASE TIMES kawaguchi di Kazuhito ISHIDA (Giappone), Chiodelli Arte, Transforming Hand di Alexander Brizhevaty (Italia), DaniloRamazzotti X NovaBell Ceramiche, Rare Heart di Glauco Ramazzotti (Italia), Habit+Eleni+Gape, Three Design Languages di Studio Giovanetti (Italia-India), Helix Bespoke Studio, The Ecology of the Hexagon di Katia Luna Benaï (Regno Unito),LcD Textile Edition di Luc Druez, «Full Metal Banquet». Scenography guest: Eric Charles Donatien (Belgio), meet by JooHyun Lee, Balance Objects(Corea del Sud), MV Line, Sunflower di Giulio Iacchetti (Italia), NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Extreme Environments, a cura di Claudio Larcher, Andrea Mancuso, Michele Aquila, Luca Poncellini, Sofia D’Andrea, con gli studenti NABA, in collaborazione con CIAL, Consorzio Nazionale per il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio (Italia), Nychair X, Lightness of comfort di Jakub Kozłowski (Giappone), Odone Angelo, Veins of Blue di Claudio Larcher Design Studio (Italia), Onofrio Acone, Onofrioacone – The Perfect Imperfection of Ceramic Art(Italia), Osmotica / Humans connected con i designer Elena Bonnet con Martina Toso, Valentina Bottani, Marcantonio Raimondi Malerba, Sara Ricciardi Art direction Vincenzo Castellana, Executive direction Flaviana Lenzo (Italia), POETIC CURIOSITY + MITSUBISHI CHEMICAL CORPORATION, Curious Matters(Giappone), Poliuretano-è, Mutant Materials di Studio Giovanetti (Italia), Shanghai Saibosi Textile Technology Co., Ltd. (Cina), Vetralia, The Bukolisch Project di Lucia Massari (Italia).

MoscaPartners Variations 2026 torna quindi a Palazzo Litta confermando il suo ruolo di laboratorio di progettualità attraverso un dialogo continuo tra architettura, design e ricerca. L’installazione di Lina Ghotmeh nel Cortile d’Onore e le diverse proposte degli espositori abbracciano la sfida di una trasformazione radicale e necessaria attraverso una visione collettiva che invita a guardare oltre l’oggetto, trasformando l’evento in uno strumento critico per interpretare le complessità del nostro tempo e tracciare le coordinate dei prossimi scenari del vivere.

La manifestazione è realizzata grazie alla concessione degli ambienti monumentali di Palazzo Litta da parte della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, Ministero della Cultura.

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