Presentata in Triennale Milano la III edizione BIENNALE DELLO STRETTO

Presentata in Triennale Milano la III edizione BIENNALE DELLO STRETTO

Conferenza stampa presentazione – IMG-©Stefano Anzini

si è svolta questa mattina, presso Triennale Milano, la presentazione della Biennale dello Stretto, che prenderà vita dal 18.09 al 13.12.2026  in location diverse tra Reggio Calabria e Messina. La manifestazione è un progetto culturale ideato da Alfonso Femia e promosso dalla Fondazione Le città del futuro in partnership e con il sostegno di enti pubblici e privati. 

IMG-©Stefano Anzini

Il tema di quest’anno è MUTAZIONI – termine preso in prestito dalla biologia, mitigato nel suo significato severo di alterazione genetica – per esprimere l’irrevocabilità e la profondità del cambiamento e continuare a scandagliare le potenzialità dell’area mediterranea prendendo in esame tutti gli elementi che la descrivono, talvolta contrastanti, – paesaggi, culture, architetture, città –  e ipotizzarne lo sviluppo futuro.

Sotto la direzione scientifica di Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji, l’edizione 2026 della Biennale dello Stretto si costruisce su un processo curatoriale composto da 8 curatori per l’area progettuale scientifica e 4 curatori per le sessioni di arte, fotografia e design.

©Stefano Arnaboldi

MUTAZIONI è un invito a riflettere su cosa realmente sta accadendo in questo tempo, non solo sui possibili scenari evolutivi nel breve e nel medio periodo, ma sul complesso tema del disallineamento evolutivo e sulle conseguenze che stanno già investendo territori e città” dichiarano i direttori Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji

Lo Stretto affaccia sul Mediterraneo del Sud, “vede” i Paesi che, in termini demografici, saranno prevalenA nei prossimi anni: sono quelli dell’area Mena – Middle East and North Africa – dal Marocco all’Iran, Nord Africa e Golfo Persico. Secondo Save the Children, entro il 2030, oltre il 40 per cento della popolazione giovanile mondiale sarà africana ed entro il 2050 l’Africa esprimerà più del 25 per cento della popolazione globale, con un incremento fino a 2,1 miliardi e un’età media inferiore ai 25 anni. Dal punto di vista economico, l’Africa è il secondo continente, dopo l’Asia, con il più alto tasso di crescita. Significa che entro il 2035 ci saranno più giovani africani che entreranno nel mondo del lavoro ogni anno, rispetto a tutti gli altri Paesi messi insieme.

È un cambiamento, una MUTAZIONE sostanziale in cui la terna geografia-territoriopaesaggio è campo d’azione per lavorare e mitigare il disallineamento evolutivo. Tutto questo ha a che vedere con lo studio delle città e con l’architettura, con l’arte come anAcipazione del pensiero e con la fotografia come tesAmonianza e interpretazione del cambiamento. In continuità con l’approccio messo in atto nelle edizioni precedenti, Alfonso Femia, architetto, ideatore del progetto, riafferma l’unicità della Biennale dello Stretto, legata alla sua idenAtà geografica, storica e culturale.

Carmelo Versace, sindaco metropolitano di Reggio Calabria, che ha sostenuto il progetto dal suo esordio, ha sottolineato il valore della manifestazione: “La Biennale dello Stretto, sin dalla prima edizione si è contraddistinta come un luogo di incontro e di pensiero che nasce tra due città e due regioni unite dal mare e dalla storia: Reggio Calabria e Messina. Il tema che guida questa edizione, le mutazioni del clima e della società, ci riguarda tutti da vicino. La Biennale dello Stretto rappresenta, dunque, non solo un evento culturale, ma un progetto di futuro: un invito a ripensare il rapporto tra uomo, natura e città, mettendo al centro la qualità della vita, la tutela del paesaggio e la forza delle comunità”.

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