
Taglio del nastro alla presenza di esponenti del Governo, autorità regionali e locali oltre agli imprenditori di tutte le Regioni italiane che con quattromila aziende presenti e oltre 100 eventi in programma, hanno dato vita al Salone dei vini e distillati a Veronafiere dal 12 al 15 aprile
Oltre al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, i ministri Antonio Tajani, Francesco Lollobrigida, Adolfo Urso, Alessandro Giuli, Gianmarco Mazzi. E poi la vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna, e il presidente della Regione, Alberto Stefani. E ancora, il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, il presidente della Provincia Flavio Pasini e nel pomeriggio ci la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Ad accogliere le migliaia di visitatori, una enorme bottiglia di vino del Ministero dell’Agricoltura dove “dentro c’è l’Italia”. Lunga 30 metri e alta 10, all’interno si passa tra 6 statue di epoca Romana provenienti delle Gallerie degli Uffizi e da Palazzo Pitti di Firenze, e 22 vitigni simbolo, entrambi della ricchezza culturale del Belpaese

Sono Ventidue i vitigni che rappresentano la ricchezza della viticoltura italiana: dal Nebbiolo del Piemonte al Primitivo della Puglia, dal Nero d’Avola di Sicilia al Friulano del Friuli Venezia Giulia, passando per i vitigni caratteristici delle regioni del Centro Italia come Sagrantino per l’Umbria e il Montepulciano per l’Abruzzo, oppure il Verdicchio per le Marche e il Sangiovese per la Toscana, solo per citarne alcuni.

Dopo l’inaugurazione, il convegno, moderato dal giornalista Gianluca Semprini, «Le geografie del vino, antiche vie e nuove rotte» con i contributi di Giacomo Ponti, presidente di Federvini; Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione italiana vini con i ministri Giuli e Urso, e Antonella Sberna.
Le dichiarazioni
«La cancellazione di voli nei paesi del medio oriente ci ha costretto a riprogrammare diverse attività, – spiega il presidente di Veronafiere Federico Bricolo – ci presentiamo in Fiera con 4mila operatori, 18 padiglioni, momenti formativi, masterclass, degustazioni di altissimo livello, tali con associazioni di categoria.
Tutto il mondo del vino rappresentato a 360 gradi e raccontato in Italia e nel mondo dove, con oltre 30 eventi che facciamo all’estero, vogliamoaccompagnare le nostre aziende, dagli Usa a New York a svolgere attività per la ricerca di nuovi mercati. Gli accordi economici fatti dall’Europa ci stanno aiutando, la tassazione abbassata in India ci apre un nuovo mercato, idem con l’Australia. Sempre più i buyer che arrivano anche dall’Africa a Verona. Il focus di quest’anno è l’enoturismo e un collegamento sempre più forte fra la cucina e il vino».
“A dicembre abbiamo raggiunto un grande risultato, la cucina italiana è stata riconosciuta Patrimonio dell’Unesco dopo un percorso che era cominciato proprio a Vinitaly tre anni fa insieme a Gianmarco Mazzi Sottosegretario alla Cultura e oggi Ministro del Turismo – ricorda il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – la cucina italiana è stata considerata degna di tutela perché porta con se non solo l’arte di cucinare le eccellenze che provengono dalle varie regioni d’Italia, ma perché alla base della nostra cultura enogastronomica c’è la convivialità, lo stare insieme. La nostra cucina non sarebbe quello che è senza il vino. Il legame del vino con la cucina è inscindibile, il vino è uno dei pilastri. E a Vinitaly celebriamo la sua centralità con questa grande bottiglia grande cento volte il normale. Lo spazio espositivo si aprirà al pubblico animandosi anche all’esterno con spettacoli continui che narreranno l’identità di questo elemento della cucina italiana, i performer attireranno i visitatori all’interno per esplorare i vitigni alla base dei nostri grandi vini. C’è un dialogo costante tra il vino e l’arte che tutto il mondo ama, grazie al Ministero della Cultura e al Ministro Alessandro Giuli quest’anno potremo ammirare sei statue sul mito di Bacco provenienti dagli Uffizi e da Palazzo Pitti. Come Ministro dell’Agricoltura voglio lanciare un messaggio di ottimismo, il vino italiano continuerà a essere una eccellenza apprezzata nel mondo e Vinitaly ne è la vetrina per eccellenza”.
«L’Export rappresenta il 40 per cento del nostro pil e avere il vino come principe dell’Export è una fortuna – sottolinea Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri – perché dove passano le merci non passano le armi. Noi dobbiamo guardare veramente al mercato americano, dove siamo riusciti a ottenere dazi in linea con la nostra competitività. L’India è mercato di grandissimo interesse. Quest’anno nonostante i dazi abbiamo segnato il 3,3% in più di export, perché a vincere è la qualità del nostro prodotto”.
«Verona è la prima provincia a livello di export a livello nazionale – spiega Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati – ma dobbiamo tutti lavorare per la pace e per ritrovare senso della normalità perché solo con la diplomazia si può ottenere un mondo in cui anche l’economia funziona meglio. Penso che Vinitaly possa servire anche a questo».
Al termine, dopo l’intervento del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, la consegna dei Premi Vinitaly 2026: Vinitaly international Italia ed estero assegnati a Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper; alla Carriera per Attilio Scienza; Cent’anni di eccellenza a Valdo Spumanti e al Consorzio di tutela vino Bardolino.
