Torna a Torino la Biennale Tecnologia quinta edizione oltre 120 appuntamenti con più di 300 ospiti da tutto il mondo

Torna a Torino la Biennale Tecnologia quinta edizione oltre 120 appuntamenti con più di 300 ospiti da tutto il mondo

Da mercoledì 15 a domenica 19 aprile la manifestazione culturale organizzata dal Politecnico di Torino è dedicata a esplorare il rapporto tra tecnologia e società. Il titolo scelto per questa edizione è Soluzioni, tema che ruota attorno a un interrogativo fondamentale: in che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo? Le grandi trasformazioni del presente – ambientali, energetiche, sociali, culturali e digitali – vengono affrontate non solo per metterne in luce le criticità, ma per individuare risposte reali, applicabili e condivise.

L’obiettivo della manifestazione è andare oltre l’alternativa tra entusiasmo e pregiudizi, creando uno spazio di confronto aperto tra scienze, saperi umanistici, arti e società civile. In questo dialogo, insieme a oltre 300 ospiti nazionali e internazionali, si analizzerà l’impatto delle innovazioni in ambiti come istruzione, lavoro, economia, salute, politica, relazioni e produzione culturale. Adottando un approccio trasversale e interdisciplinare, il programma si svilupperà attraverso temi centrali del dibattito contemporaneo: dalla geopolitica della tecnologia all’economia; dalla tecnologia a società, diritti e democrazia; dall’IA all’arte e al diritto d’autore; dalla scienza alla fantascienza; dal linguaggio umano all’IA generativa; dalla matematica agli immaginari della fisica quantistica; dall’ambiente alla sostenibilità, passando per la mobilità del futuro; dallo spazio alla salute. Soluzioni si configura così come uno spazio culturale collettivo, un’opportunità per immaginare e discutere insieme possibili risposte alle sfide tecnologiche e sociali del nostro tempo.

«Con Biennale Tecnologia vogliamo stimolare una riflessione ampia e collettiva perché affrontare questioni articolate alla base delle scelte a cui è chiamata la società implica indagini multidimensionali per determinare soluzioni alternative. La condivisione dei saperi tecnologici, propri di un ateneo come il nostro, diventa una missione sempre più attuale. La quinta edizione di questa manifestazione si spinge quindi, per la prima volta, oltre i muri del nostro campus e raggiunge il centro città e i luoghi storici tradizionalmente dedicati al dialogo con la società. Ecco, allora, che il Politecnico di Torino, come università pubblica, si fa interprete dell’innovazione tecnologica, la progetta e la rende comprensibile e accessibile a tutte e tutti, con l’obiettivo di fornire strumenti utili per interpretare al meglio le diverse sfaccettature della realtà che stiamo vivendo», commenta Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino e presidente di Biennale Tecnologia.

Un ricco e articolato programma, quindi, con un obiettivo: colmare il divario tra le scienze tecnologiche e le scienze umane, all’insegna del claim della manifestazione:Tech Cultures.

«Come curatore ho immaginato Biennale Tecnologia come un dispositivo culturale plurale, collaborando con guest curator con sensibilità diverse, chiamati a lavorare su specifiche filiere tematiche: dal rapporto tra cultura e tecnologia alle interfacce uomo-macchina, dall’intelligenza artificiale alle trasformazioni dell’immaginario, fino alle nuove convivenze tra sistemi umani e tecnici. Con Prometeo Tech Cultures, la nuova piattaforma di produzione culturale del Politecnico di Torino, abbiamo inoltre co-prodotto sette spettacoli e due mostre che portano questi temi sulla scena. Biennale si diffonderà così nella città in teatri, musei, biblioteche e palazzi storici trasformando Torino in un laboratorio aperto dove immaginare insieme possibili soluzioni alle sfide tecnologiche e sociali contemporanee» dichiara Guido Saracco, curatore di Biennale Tecnologia.

Biennale Tecnologia è un’iniziativa del Politecnico di Torino, realizzata grazie al supporto e alla collaborazione di importanti istituzioni, enti, imprese e partner che credono nel valore del progetto. La manifestazione è realizzata con il patrocinio della Città di Torino, della Regione Piemonte e della CRUI-Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.Ha il fondamentale sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino e il contributo di CSI Piemonte e Unione Industriali Torino. Main Partner di Biennale Tecnologia sono Intesa Sanpaolo e Iren; numerosi e importanti anche gli sponsor: Iveco Group, Safran, Stellantis e Avio Aero; special event sponsor and technology partner sono Comau, Loescher Editore e Fondazione Randstad AI & Humanities. Media Partner è La Stampa.Tante, poi, le collaborazioni con istituzioni e imprese del territorio, che contribuiscono ad arricchire il programma e l’offerta della manifestazione, in particolare: Università degli Studi di Torino, Accademia delle Scienze di Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Associazione Archivio Storico Olivetti, TIM Enterprise e OGR Torino. Biennale Tecnologia è realizzata nell’ambito delle attività legate alla candidatura di Torino a Capitale della Cultura Europea 2033. Numerosi i partner culturali che hanno collaborato per la realizzazione della manifestazione: add editore; AI4IThe Italian Institute of Artificial Intelligence for Industry; Area X di Intesa Sanpaolo Protezione; Associazione ACMOS; Associazione Culturale Periferia Letteraria; Associazione ParaStanding Tennis; Associazione QPP Seralmente; Associazione studentesca PoliENERGY; Biblioteche civiche torinesi; Bollati Boringhieri; Centro Studi TheseusTecnologia, Società e Umanità; Comune di Ivrea; Conservatorio Statale di MusicaGiuseppe Verdidi Torino; Digital Detox Festival; Fabrizio di Fiore Entertainment; Fargo Film; Festival del Pensare Contemporaneo; Festival del SaràDialoghi sul Futuro; Festival Internazionale dell’Agricoltura Coltivato; Festival Internazionale dell’Economia; Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori; Fondazione Circolo dei lettori; Fondazione per la Cultura TorinoBiennale Democrazia; Fondazione Piemonte Innova; Fondazione TRG Onlus; Fondazione Università Popolare di Torino; Forwardto; Gallerie d’ItaliaTorino; Giulio Einaudi editore; ICCIItalian Cultural Content Industry ETS; Intesa Sanpaolo Innovation Center; Italian technology Hall of Fame; Junior Science; Luiss University Press; Machiavelli Music; Mangrovia. Altre storie di cultura, tecnologia e società; Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Ministero dell’Istruzione e del Merito; Museo dell’Automobile di Torino; Museo Egizio; Museo Nazionale del Cinema; Museo Nazionale del Risorgimento Italiano; MUFANTMuseo del Fantastico e della Fantascienza; Nam Studio; Oratorio San Filippo Neri; Ordine degli ingegneri della Provincia di Torino; Rete delle Case del Quartiere di Torino; Teatro Regio; Teatro Stabile di Torino; Teatro Vittoria; Torino Social Impact; Xké? Il laboratorio della curiosità.

Le novità

I curatori. Il programma di Biennale Tecnologia è curato da Guido Saracco e dai co-curatori Simone Arcagni, il collettivo Frame – Divagazioni scientifiche (Alberto Agliotti, Emiliano Audisio, Francesca Calvo, Enrica Favaro, Beatrice Mautino), Federico Bomba (Sineglossa). Sono quattro i filoni tematici seguiti: Saracco ha coordinato l’intero programma e nello specifico si è focalizzato sul filone dedicato all’impatto dell’IA e alle trasformazioni che implica nella società e nel rapporto con l’essere umano; Arcagni sul rapporto tra cultura e tecnologia; il collettivo Frame – Divagazioni scientifiche, si è occupato di incontri che in maniera trasversale toccano più argomenti, dallo spazio alla salute; Bomba (Sineglossa), invece, ha curato due mostre inserite nel programma, Framing Problems e Dati Sensibili.

LE SEDI. La V edizione di Biennale Tecnologia si distingue per la sua presenza diffusa nello spazio urbano: quest’anno infatti la manifestazione non si limita a coinvolgere gli ambienti accademici del Politecnico di Torino, che rimane la sede centrale, ma dal 15 aprile si estenderà in maniera diffusa e capillare nella città. Le sedi che accoglieranno il programma di Biennale Tecnologia saranno: Circolo dei lettori e delle lettrici, Accademia delle Scienze di Torino, Oratorio di San Filippo Neri, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Teatro Regio, Piazza San Carlo, Teatro Carignano, Unione Industriali Torino, OGR Torino, Teatro Vittoria, CAP10100, Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo Egizio, Palazzo Birago – Camera di commercio di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Museo Nazionale dell’Automobile, Gallerie d’ItaliaTorino, Area X, XKè? Il laboratorio della curiosità.

L’inaugurazione

Sarà Alessandro Vespignani, fisico italiano, a tenere la lectio magistralis di inaugurazione della manifestazione, mercoledì 15 aprile alle 17 (Aula Magna | Politecnico di Torino). Il titolo dell’incontro è La co-evoluzione di essere umani e intelligenza artificiale. Se, da una parte, le nostre scelte alimentano gli algoritmi, gli algoritmi, a loro volta, orientano preferenze, comportamenti e visioni del mondo. In un circolo continuo in cui dati e decisioni si influenzano reciprocamente, generando effetti sociali complessi, comprendere queste dinamiche è fondamentale per governare l’IA in modo responsabile, sul piano tecnico, etico e politico, e per rafforzare la consapevolezza critica dei cittadini.

lo spettacolo di inaugurazione. Come nelle passate edizioni, Biennale Tecnologia inaugura il programma anche con una rappresentazione teatrale, che quest’anno sarà firmata da Marco Paolini: lo spettacolo Dov’è il Po? mercoledì 15 aprile alle 21 (Sala Fucine | OGR Torino). Con la drammaturgia di Teresa Vila, i testi di Giulio Boccaletti e Marco Paolini, lo spettacolo è una produzione Jolefilm in collaborazione con Politecnico di Torino – Prometeo Tech Cultures. In scena, Mirko Artuso, Marta Dalla Via, Ted Keijser raccontano il Po come realtà fisica e politica, mostrando come i fiumi superino i confini nazionali e “ragionino” per bacini idrografici più che per Stati. Attraverso la storia del Po “di sopra”, dal Ticino al ponte della Becca, lo spettacolo indaga i diversi sistemi territoriali e le trasformazioni idrauliche che hanno modellato il rapporto tra acqua, città e potere.

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