
Prosegue domani, sabato 23 maggio, la diciassettesima edizione dei Dialoghi di Pistoia, il festival di antropologia del contemporaneo promosso da Fondazione Caript e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli (dialoghidipistoia.it).
Il festival quest’anno propone 45 appuntamenti sul tema Corpi in divenire. Mappe, sfide e confini dell’umano, che si svolgeranno nel centro storico di Pistoia: piazza del Duomo, teatro Bolognini, cinema Lux, la Cattedrale ex Breda, il Polo Culturale Puccini Gatteschi, e con passeggiate alla scoperta di Pistoia ed eventi nei Musei Civici.
Il festival gode del patrocinio del MiC – Ministero della Cultura e della Provincia di Pistoia, del patrocinio e del sostegno della Regione Toscana e di Intesa Sanpaolo, partner dell’evento, e del patrocinio di Rai Toscana. Media Partner Rai TGR.
I Dialoghi di Pistoia entrano nel vivo: la giornata di sabato inizia alle 9.30 con La scienza del corpo: viaggio a Pistoia tra studio e pratica, la passeggiata a cura della storica dell’arte Caterina Bellezza che quest’anno ci condurrà alla scoperta dei luoghi che, tra Ottocento e Novecento, portarono Pistoia alla ribalta nelle discipline mediche: il Museo dell’Ospedale del Ceppo, occasione per raccontare la storia della prestigiosa Scuola Medica Pistoiese, il Teatrino Anatomico, uno dei più piccoli al mondo, la Biblioteca Medica Mario Romagnoli, dedicata a colui che per primo ha descritto la mammografia, fino all’antichissimo Liceo Forteguerri, fondato nel 1473, con i suoi laboratori di Chimica, Fisica e Biologia, per ammirare gli strumenti scientifici sui quali si è formata buona parte dei medici pistoiesi. La passeggiata si ripeterà alle ore 11.30, 16.00, e ancora domenica 24 ore 9.30, 11.30 e 16.00.
Alle ore 9.30 al teatro Bolognini la sociologa Rossella Ghigi nell’incontroLa violenza prima della violenza. Il nesso tra corpi, genere e potere riflette sullo squilibrio su cui affonda la violenza di genere: la nostra cultura insegna, fin dall’infanzia, alle donne a essere un corpo e agli uomini ad avere un corpo. La violenza di genere comincia ben prima dei fatti di cronaca: negli sguardi che giudicano, nelle parole che etichettano, nei ruoli che sembrano naturali, nell’idea che amare un corpo significhi averne il pieno possesso. Per affrontarla bisogna interrogare i modelli di potere che la rendono possibile e capire perché ci riguarda, anche quando non siamo vittime, anche quando non siamo carnefici.
Dalle silhouette esasperate di Dior negli anni Cinquanta, fino alle contemporanee tendenze genderless, la moda ha costantemente prodotto e messo in crisi codici corporei. Simona Segre-Reinach, professoressa di Antropologia culturale e Fashion Studies all’Università di Bologna,nell’incontro Divenire con la moda. Strategie del corpo nel sociale, alle ore 10.00 al cinema Lux, riflette su come le scelte del guardaroba siano atti estetici e politici che disegnano la mappa del nostro stare al mondo.In ogni cultura, il corpo non è mai solo naturale, né può dirsi veramente “nudo”: è modellato, educato e reso visibile attraverso l’abbigliamento e le modificazioni cui viene sottoposto.
In Corpi fragili, alle ore 11.00 in Piazza del Duomo, lo scrittore Jonathan Bazzi e l’antropologo Andrea Staid dialogano sul corpo e sulla malattia da due prospettive diverse: quella antropologica, che mostra come la marginalità possa diventare essa stessa malattia, e quella della narrativa, che trasforma la malattia in esperienza vissuta. Mettendo al centro il corpo adolescente, territorio della transizione per eccellenza, Bazzi e Staid provano a trasformare l’idea di fragilità: non più una colpa individuale, ma una dimensione collettiva e politica.
Alle 12.00 al teatro Bolognini, lo scrittore e critico Paolo Di Paolo in Corpi (comunque) felici. Come reagire a un presente oscuro propone un percorso di letture e sollecitazioni sul piacere e la felicità del corpo, fra autori e autrici che nel ventesimo secolo e nella nostra epoca che provano a ridestare la coscienza piena del nostro esserci – da Virginia Woolf, a Peter Handke, alla poetessa premio Nobel Louise Glück. Perché se c’è una cosa che la grande letteratura riesce sicuramente a restituirci è il trionfo della sensazione: la “miracolosa stranezza” di essere vivi.Alla stessa ora, al cinema Lux, nel corso dell’incontro Trovare casa nel corpo: genere e identità in adolescenza, in collaborazione con Fondazione Hapax – Synapsis, la psicologa clinica Sara Boffito e lo psicoterapeuta Guido Giovanardi riflettono sulla costruzione dell’identità di genere, sul come diventare sé stessi e sentirsi a casa nel proprio corpo sia un processo che attraversa l’intero arco della vita, e che in adolescenza può assumere una particolare intensità e conflittualità. Un percorso in equilibrio precario in cui fragilità e potenzialità trasformative cercano un’integrazione tra creatività e limiti. L’incontro avrà un bis alle ore 15.00, sempre al Cinema Lux.
