
Poseidonia un nome dal sapore dell’antica Grecia da Poseidone dio del mare in onore del quale era stata fondata l’antica città qui in Cilento poi rinominata dai Romani Paestum così come il Tempio di Poseidone diventato di Nettuno.
Poseidonia, il nome intrigante dello stabilimento balneare di Ascea l’antica Elea dato dal patròn Gianni Rizzo non poteva essere più appropriato. Un nome che si lega alla mitologia greca del mare a Elea culla dei filosofi Parmenide e Zenone e richiama il termine Posedonia, la pianta acquatica preziosa alleata nella salute del mare che modella i fondali e protegge le coste sabbiose, emblema di ecologia.
Un concetto di ecologia che sta proprio alla base dell’orientamento del Poseidonia Beach Club, nella cura dell’ambiente e adottato nella gastronomia cui si affianca nella stagione 2026, un nuovo tassello: il “Menù a Spreco Ridotto e Cucina Circolare” un modello moderno reale di sostenibilità nella alimentazione come spiega Gianni Rizzo: “ La sostenibilità non è una rinuncia ma un modo più evoluto di fare ristorazione”.

Con un folto gruppo di giornalisti, incontriamo Gianni Rizzo “il Comandante”, in occasione della presentazione del progetto di ristorazione “Menù a Spreco Ridotto e Cucina Circolare”. Ci accoglie all’ombra di olivi secolari, il calore della famiglia, una tavolata con degustazione di pane olio e olive “ammaccate” prodotti dell’orto di mamma Chiara, aglianico Velea di papà Gherardo, team del Poseidonia.

Ci racconta delle origini dello stabilimento balneare, della sua storia dagli studi al corso motivazionale alla carriera nel Gruppo Armani, la voglia di crearsi un opportunità di lavoro nella terra di origine, dei pochi aiuti e molti ostacoli delle istituzioni e delle incertezze per il futuro create dalla direttiva Bolkestein.

Il Poseidonia

Dopo l’approccio profondamente empatico con il Capitano Gianni Rizzo, la visita al Poseidonia Beach Club che fin dall’esterno trasmette l’immagine dello stabilimento balneare elegante: aiuole curatissime fiori e piante mediterranee, una di quelle location che già prima di entrare non puoi esimerti di scattare una foto.

All’interno ambiente curatissimo spazioso e raffinato, il mare in primo piano con gli ombrelloni più in basso che non ne impediscono la vista, personale discreto e gentilissimo, una di quelle strutture che contribuiscono al prestigio del territorio: nel 2005 ha ottenuto la certificazione internazionale ISO 20121 che coinvolge l’intera struttura dall’organizzazione alla gestione delle risorse e dell’ospitalità e poi il premio Audit People Award – Best Quality and Sustainability Beach Club Italia e ancora l’assegnazione per tre anni consecutivi (2024-2025-2026), dei prestigiosi Due Ombrelloni nella Guida Ai Migliori Beach Club d’Italia che lo includono tra le realtà più riconoscibili del turismo balneare italiano.

Dal 2021 il Poseidonia Beach Club è riconosciuto da ISPRA come Spiaggia Ecologica, uno status che certifica la tutela delle dune e della flora costiera, la cura e la gestione responsabile della spiaggia, un vero e proprio presidio avanzato di conservazione ambientale, sostenibilità e sensibilizzazione.

L’impianto fotovoltaico del Poseidonia copre gran parte del fabbisogno energetico riducendo emissioni ed impatto ambientale rendendo concreto il concetto di sostenibilità che poi diventa pratica quotidiana nell’offerta enogastronomica basata su prodotti locali, il pescato del giorno, cucina mediterranea, pizzeria e ristorazione per raccontare il Cilento e la sua cultura che poi, nella sua accezione erudita, è richiamata dal racconto che immagina Parmenide seduto su un masso che emerge dalla sabbia a forma di scranno di fianco allo stabilimento.

Il progetto del nuovo Menù a Spreco Ridotto e Cucina Circolare, aggiunto all’offerta di ristorazione del Poseidonia, non è un semplice messaggio ”green” ma un sistema basato su procedure interne, monitoraggio degli scarti, standard di porzionatura, recupero controllato delle eccedenze e coinvolgimento di cucina, pizzeria, sala, bar, e fornitori locali. Il progetto si inserisce in un percorso già certificato ISO 2021:2024 per la gestione sostenibile degli eventi, mantenere il valore delle risorse riducendo sprechi e perdite.

Un esempio sono le pizze: impasto con farina di grano tenero unito a Germe di Grano, impastato in una sala impasti a temperatura controllata lasciato lievitare per almeno 48 ore, un idratazione che sfiora il 75% per garantire la massima digeribilità.

Farine di grandi mulini (Varvello e Casillo) oggetto di miscellanee sapienti che danno luogo, ad esempio, al nuovissimo composto integrale, adatto alla preparazione di pizze integrali ancora più leggere e digeribili.

La scelta è ampia e diversificata così alle classiche margherita, marinara diavola, napoletana ecc. si aggiungono la bufalina, la pizza del monaco scioglievole, pizza crocchè scioglievole e tante altre. Pizze dai nomi che a volte dipendono dagli ingredienti, spesso con nomi di fantasia ma, in ogni caso, qui hanno in comune ingredienti freschi dell’orto di mamma Chiara, alici di menarca frutto del pescato locale, formaggi, mozzarelle, cacio ricotta, tutta ingredienti del Cilento o conservati “fatti in casa”.

Il Pescato
Fiore all’occhiello, se così si può dire, del Poseidonia è il pesce che ogni giorno, tempo permettendo, (non ci sono limiti per la piccola pesca entro le 2 miglia) viene assicurato al ristorante da una barca da pesca con cui Gianni Rizzo ha stipulato un contratto per l’acquisto di tutto il pescato per tutto l’anno.

La battuta di pesca
Invitati e accompagnati da Gianni Rizzo, siamo 5 giornalisti “coraggiosi” che abbiamo accettato di partecipare alla battuta di pesca. Sveglia prima delle ore 6 e partenza per il porto di Castelvelino a pochi chilometri dall’Hotel Chiaro di Luna Ascea dove siamo ospitati. L’aria è frizzante, sulla barca lo sarà ancora di più ma siamo stati avvertiti e siamo coperti. Sulla barca ci aspettano Luciano ed il figlio Mauro. “Filomena Donna di Mare” è il nome della barca, il nome è quello della moglie di Luciano che ha condiviso con lui le fatiche della pesca fino e che , poco tempo fa, è mancata. Ora il figlio che prima, a suo dire, era in giro per il mondo l’ha sostituita e devo dire con ottimi risultati.

Ci aiutano a salire e si parte, Luciano è al timone sorridente ma schivo e pacato, Mauro al contrario esuberante simpaticissimo, vena poetica, ci spiega i parametri dell’ecoscandaglio che fa da Gps ed un sacco di altre funzioni, il mare è leggermente increspato, il sole comincia a scaldare l’aria e la navigazione è piacevole.

Ci disponiamo a poppa e ai lati per equilibrare l’imbarcazione, arrivati nella zona di pesca, Luciano manovra, Mauro recupera il galleggiante, fissa la cima al ruota per il recupero della rete e Luciano inizia la pesca.

Sono oltre 2 chilometri di rete che recupera in un contenitore. Mauro sbroglia il pescato, ci spiega i nomi dei pesci, ne commenta, tra una battuta e una rima poetica, le qualità gastronomiche separa le seppie che vanno in un contenitore con l’acqua di mare per non annerire il pescato che invece va in un contenitore frigo con il ghiaccio.

In mare, al ritorno, colazione con Camille e crema di limone, aperitivo con frisella bagnata in mare olio sale e pomodorini, acqua, Fiano Velea tutto “firmato” Poseidonia. Al porto, ci aspetta il resto della “truppa” dei giornalisti per le foto del pescato che poi finirà in padella per la cena.



Pranzo leggero, si fa per dire, alici fritte, focaccia e Caprese nel Piatto


Pomeriggio, una chicca del Cilento. Visita all’Azienda Agricola Santomiele di Prignano Cilento. Qualche tornante di montagna ma ne vale la pena. Alla scoperta dei “fichi secchi” ma non in senso figurato, un Azienda che sfruttando un prodotto di nicchia apparentemente insignificante ne ha fatto la base di un business.

Fichi pregiati bianchi del Salento buccia sottile così come i semi, novemila piante coltivate tra Velia e Paestum, 130/140 quintali di prodotto, 55 aziende agricole: essiccazione al sole e al vento lavorazione a mano senza conservati risultato un prodotto di altissima eccellenza un solo rivenditore selezionato per ogni nazione.

L’Azienda nata negli anni 2000 da Antonio Longo e Corrado Del Verme rispettivamente Geologo e Manager che hanno ripreso l’attività del nonno di Antonio, oggi ha la sede, laboratorio e ristorante “La Ficheria” in un antico frantoio con Palazzo Mangoni ristrutturato a Prignano Cilento.

Una azienda che (una per ogni continente) nel 2018 è stata candidata all’ONU per rappresentare l’Europa nella giornata dedicata alle piccole medie imprese
La cena al Poseidonia Beach con la presentazione del Menù a spreco ridotto
A moderare la serata è stato Gianni Rizzo, Il Capitano che da buon padrone di casa ha accompagnato ospiti e protagonisti nel racconro di ogni piatto dedicato al rapporto tra cucina contemporanea, territorio e cultura del prodotto. “Grande attenzione è stata riservata al menu, ideato appositamente per l’occasione come espressione di una cucina circolare, in cui ogni materia prima viene utilizzata nella sua totalità e reinterpretata attraverso tecniche capaci di esaltarne gusto, consistenze e identità”
Il nuovo menu si sviluppa come un percorso narrativo fatto di contrasti e armonie di sapori, dove la ricerca tecnica si unisce a un’estetica essenziale e precisa
“Il percorso gastronomico ha messo al centro ingredienti stagionali e filiere locali, con preparazioni pensate per evidenziare come il recupero e il riuso possano trasformarsi in valore gastronomico senza rinunciare a eleganza, creatività e riconoscibilità del piatto” ha continuato Il Comandante. Accanto al racconto del territorio, i vini Valea Fiano e Aglianico protagonisti della serata così come l’olio prodotti di “casa” Gherardo. Ma andiamo con ordine:

Entré – Il Pane ritrovato – Il recupero che diventa inizio
Il pane del giorno precedente al nero di seppia e mantecato di Iuvaro

Antipasto – Cilento Roll dal Mondo al Mare – La comunicazione che diventa identità.

Clip di pelle di Pesce Bandiera su Uramaki mediterraneo con alici di menaica e cacio ricotta fresco all’interno. Finito con cacio ricotta stagionato, San Marzano al naturale e tzest di agruni.
“ Siamo partiti – spiega Rizzo – dal sushi più famoso al mondo… e lo abbiamo riportato a casa…A mio avviso è l’esaltazione di un piatto poverissimo del territorio le alici mbbuttunate”.

Primo – Fusillo della Memoria – La memoria che si evolve.
Fusillo di nonna Ines (preparato a vista) contenero di broccolo, pane e pomodorini del giorno precedente arrostiti e pesce bandiera

”Qui abbiamo scelto un pesce ancora più dimenticato, il pesce bandiera. Perché la nostra cucina non valorizza solo ciò che è buono…ma ciò che rischia di non essere più scelto”.

Secondo – La Razza Ritrovata – Il rispetto della materia
Razza glassata su fondo ristretto delle sue cartilagini, crema di patate affumicate, verdure croccanti e pane tostato.
“Per me- conclude il Capitano –questo menù è una vera esperienza di gusto sostenibile sul mare del Cilento”.
