
Un’operazione internazionale restituisce a Israele due rare monete antiche
Tra queste, una moneta rara raffigurante la menorah a sette bracci e un tetradracma d’argento del periodo persiano, il secondo esemplare di questo tipo conosciuto al mondo
Un’indagine congiunta sul furto di antichità condotta dall’Autorità israeliana per le antichità e dalle autorità statunitensi ha portato alla restituzione di due rare monete antiche allo Stato di Israele. Una raffigura la menorah a sette bracci che si trovava nel Secondo Tempio di Gerusalemme, mentre l’altra è solo la seconda del suo genere conosciuta al mondo.
Una moneta antica e rara raffigurante la menorah a sette bracci che si trovava nel Tempio di Gerusalemme e un’altra moneta rara proveniente da Ashkelon – la seconda del suo genere conosciuta al mondo – sono state restituite a Israele questa settimana (lunedì) nel corso di una cerimonia ufficiale tenutasi a New York City. Ciò fa seguito a una complessa operazione internazionale condotta dall’Unità per la prevenzione dei furti dell’Autorità israeliana per i beni culturali, in collaborazione con l’Unità per il traffico di antichità dell’Ufficio del Procuratore Distrettuale di Manhattan e con funzionari della Sicurezza Interna.
Le monete sono state coniate nella Gerusalemme governata dagli Asmonei e nell’antica città portuale mediterranea di Ashkelon. Sono state estratte dal suolo da saccheggiatori di antichità e sarebbero state contrabbandate fuori dal paese. Recentemente le monete sono state messe all’asta negli Stati Uniti al miglior offerente. Le informazioni di intelligence trasmesse dagli ispettori dell’Unità per la prevenzione dei furti dell’Autorità israeliana per i beni culturali alle autorità statunitensi hanno portato all’apertura di un’indagine sia contro le case d’asta che contro i venditori. Una rapida indagine congiunta ha contribuito a fornire prove contro i sospetti e, alla fine, le monete sono state confiscate per essere restituite a Israele.

La prima delle due monete è una piccola “prutah” (moneta di piccolo taglio, termine di probabile origine aramaica n.d.t.) in bronzo, coniata durante il regno dell’ultimo re asmoneo, Mattatia Antigono, che governò a Gerusalemme dal 40 al 37 a.C. Su un lato della moneta appare l’immagine di una menorah a sette bracci – una delle prime rappresentazioni artistiche della menorah. Si tratta dell’unica moneta ebraica con una raffigurazione del candelabro a sette bracci che si trovava nel Tempio di Gerusalemme. L’altro lato della moneta reca una raffigurazione della tavola dei pani dell’offerta, un altro oggetto sacro utilizzato nel tempio. La scelta di Antigono, in qualità di re e sommo sacerdote, di raffigurare simboli distintamente ebraici sulla sua moneta derivava probabilmente dal suo desiderio di ottenere il sostegno degli abitanti del suo regno mentre lottava contro il suo rivale Erode, che godeva del sostegno politico e militare romano. Data la sua rarità, e in quanto ultima moneta dell’indipendenza asmonea, questo tipo di moneta è stato definito oggetto di importanza nazionale, ed è vietata l’esportazione di esemplari di questa moneta al di fuori di Israele.

La seconda moneta tornata in Israele è un tetradramma d’argento del periodo persiano, coniato ad Ascalona oltre 2500 anni fa. Si tratta di una delle monete antiche più rare coniate in Terra d’Israele e, finora, ne è noto l’esistenza di un solo altro esemplare, ora conservato nella collezione numismatica del Museo d’Israele. Il suo disegno si ispira al tetradramma ateniese, la moneta standard in tutto il Mediterraneo orientale durante quel periodo. Su un lato è raffigurata la dea Atena con l’elmo, mentre sull’altro lato è raffigurato un gufo che vola con le ali spiegate. Sopra il gufo, nell’angolo in alto a destra, compaiono le lettere “Aleph” e “Nun” in scrittura fenicia – un’abbreviazione del nome della zecca ‘Ascalon’, la prima e l’ultima lettera del nome della città. Anche l’esportazione di questa moneta estremamente rara dallo Stato di Israele è vietata a causa della sua rarità.
Secondo Ilan Hadad, ispettore responsabile del commercio di antichità presso l’Unità di prevenzione dei furti dell’Autorità israeliana per i beni culturali: «Il commercio illegale di antichità è un fenomeno internazionale preoccupante, che costituisce un motore economico che promuove il saccheggio di antichità e un danno incalcolabile ai beni del patrimonio culturale. Per motivi di lucro, antichità risalenti a migliaia di anni fa provenienti dallo Stato di Israele vengono saccheggiate, contrabbandate e vendute all’estero. Gli ispettori dell’Unità per la prevenzione dei furti dell’Autorità israeliana per i beni culturali stanno combattendo questo fenomeno al fine di preservare e proteggere il patrimonio storico dello Stato di Israele”.
Il dottor Eitan Klein, vicedirettore dell’Unità per la prevenzione dei furti di antichità, che ha rappresentato il Paese alla cerimonia di rimpatrio di questi oggetti antichi, ha dichiarato: “Il commercio illegale di antichità saccheggiate è un fenomeno internazionale diffuso, che richiede la cooperazione tra i Paesi e le forze dell’ordine di tutto il mondo. L’Autorità israeliana per i beni culturali è in prima linea nella lotta per proteggere e preservare il patrimonio culturale unico dello Stato di Israele e conduce un’ampia cooperazione internazionale in questo campo in tutto il mondo. La cooperazione con i nostri omologhi negli Stati Uniti è eccezionale per portata e qualità e ha reso possibile questo successo, insieme a molti altri successi nella lotta contro il commercio illegale di antichità.”
