“Venice Climate Week 2026” scienza, istituzioni, economia, cultura e arte a Venezia sul tema Planet Aqua, Planet Peace

“Venice Climate Week 2026” scienza, istituzioni, economia, cultura e arte a Venezia sul tema Planet Aqua, Planet Peace

Lady Lagoon. Courtesy Cittadellarte. Venice Climate Week 2026

Da venerdì 5 giugno a lunedì 8 giugno, Venezia è punto d’incontro per scienziati, istituzioni, imprese, artisti, innovatori e cittadini che sono invitati a confrontarsi su una delle sfide più urgenti del nostro tempo: come ripensare il rapporto tra ambiente, risorse naturali e comunità umane. È questa la domanda al centro della Venice Climate Week 2026, che ha trasformato la città lagunare in un laboratorio internazionale dedicato al futuro del pianeta.

 Ideata dal giornalista Riccardo Luna e curata insieme a Sara Roversi(Future Food Institute) e Cristiano Seganfreddo (Flash Art), la manifestazione porta a Venezia alcune delle voci più autorevoli del dibattito globale sul clima, economia e sostenibilità.

 Il tema scelto, Planet Aqua, Planet Peace, introduce una prospettiva innovativa: leggere il cambiamento climatico attraverso il prisma dell’acqua,risorsa essenziale per la vita, minacciata dagli effetti del riscaldamento globale. Dalla siccità alle alluvioni, dall’innalzamento dei mari alla sicurezza alimentare, l’acqua emerge come uno degli indicatori più evidenti e strategici della crisi climatica in corso.

 A livello internazionale, tra le principali voci istituzionali intervengono a Venezia Jessika Roswall, Commissaria europea per l’Ambiente, la Resilienza Idrica e l’Economia Circolare Competitiva, David Laborde, Direttore della divisione Economia agroalimentare dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), e Kaveh Madani, Direttore di ONU-INWEH e vincitore dello Stockholm Water Prize 2026.

 A offrire una visione globale delle sfide ambientali sono personalità di primo piano come Jeremy Rifkin, Presidente della Foundation on Economic Trends e autore di Pianeta Aqua, e Gunter Pauli, teorico della Blue Economy e fondatore del network ZERI. Oltre a figure simbolo della tutela degli oceani come Sylvia Earle, storica oceanografa del National Geographic e fondatrice di Mission Blue, Rosalba Giugni, fondatrice di Marevivo, e la giovane attivista indiana Licypriya Kangujam, impegnata a livello internazionale sui temi della giustizia climatica.

 Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin interviene, venerdì 5 giugno, sul ruolo della transizione energetica come leva fondamentale per ridurre i costi economici e sociali del cambiamento climatico. Il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e il Sindaco di Venezia Simone Venturini dedicheranno un focus alla costruzione di una società rigenerativa e alla transizione verso modelli economici capaci di generare valore ambientale e sociale.

 Nella stessa giornata ISPRA presenta il nuovo rapporto sullo stato delle risorse idriche in Italia, evidenziando come il Paese si stia avvicinando a condizioni di stress idrico strutturale.

 Un momento significativo è riservato, venerdì 5 giugno, alla valorizzazione dei territori e delle città sostenibili con l’assegnazione delle 5 Vele, da parte di Legambiente e del Touring Club.

 Ampio spazio è inoltre dedicato alla cultura come strumento di consapevolezza e trasformazione. Sabato 6 giugno, negli spazi di Ocean Space a Campo San Lorenzo, si terrà una giornata dedicata al rapporto tra arte e clima con la partecipazione, di Olafur Eliasson. Il programma culturale comprende inoltre tre spettacoli dedicati all’acqua e agli ecosistemi: Tropico Mediterraneo di Stefano Liberti alle Procuratie di The Human Safety Net, Mar de Molada di Marco Paolini al Teatro Goldoni e Canto d’Acqua di Telmo Pievani e Cristiano Godano.

 Tra gli appuntamenti centrali della settimana spicca la ricerca realizzata da Deloitte, Politecnico di Milano e Università Ca’ Foscari sul costo economico della crisi climatica per imprese e territori italiani. Lo studio evidenzia come l’inazione potrebbe determinare una riduzione del PIL nazionale compresa tra l’1,6% e il 6% entro il 2050, mentre ogni euro investito in prevenzione potrebbe generare un ritorno stimato tra quattro e sette euro in termini di risparmi economici e sociali.

 VCW 2026 è stata anche l’occasione per discutere alcuni temi strategici della transizione ecologica italiana. Massimo Perotti, Executive Chairman di Sanlorenzo e Founding Partner della manifestazione, in dialogo con Paolo Fritelli, Managing Director di NextChem, ha discusso dello sviluppo delle infrastrutture per il metanolo verde nel Mediterraneo. Un confronto partito da un dato emblematico: nel Mediterraneo non esistono ancora impianti operativi per la produzione di metanolo verde destinato alla navigazione. Da qui la riflessione sulla necessità di sviluppare una rete di stazioni di rifornimento nelle marine europee, considerata una condizione essenziale per sostenere la decarbonizzazione del settore nautico.

 La manifestazione si conclude lunedì 8 giugno con il vertice internazionale delle Blue Communities presso la Fondazione Giorgio Cini e con la cerimonia dei Planet Aqua City Awards di C40, dedicati alle città che stanno sviluppando le soluzioni più innovative nella gestione delle risorse idriche e nell’adattamento ai rischi climatici.

 I numeri della VCW 2026

+40% è l’aumento di diplomati e laureati specializzati nel settore energetico di cui ci sarà bisogno entro il 2030 per sostenere la transizione. Da questo divario è partito il panel sulle energie rinnovabili(4 giugno) – con l’architetto Mario Cucinella, la climatologa Elisa Palazzi, il segretario generale di Fondazione Enel Giulia Genuardi e Fabrizio Pilo (esperto di sistemi e infrastrutture energetiche). Oggi il settore conta circa 76 milioni di occupati nel mondo, ma le competenze non crescono al ritmo della domanda.

 485 sono le start-up italiane del cleantech e della blue economy attive nella transizione ecologica. Il numero arriva dalla ricerca del Blue Economy Monitor – iniziativa di Intesa Sanpaolo, insieme a SDA Bocconi – ed è il filo conduttore di una articolata sessione che la VCW 2026 dedica alle startup della Blue Economy (4 giugno), aperta dal padre stesso di questa visione, Gunter Pauli e da Elisa Zambito Marsala, Head of Education Ecosystem and Global Value Program di Intesa San Paolo.

 59%. È la quota di piccole e medie imprese europeeche non dispone di alcuna copertura assicurativa contro gli eventi climatici estremi. È da qui che parte l’intervento di Lucia Silva (Generali), e di Yuri d’Agostino, presidente di CAP, sulla gestione del rischio idrico e infrastrutturale (3 giugno THSN Procuratie); mentre Iñigo Larraya Tejero (L’Oréal), interviene sull’integrazione della resilienza lungo le catene del valore delle grandi aziende (4.06)

 100 sono le grandi città di C40 Cities impegnate nella lotta contro il cambiamento climatico. Riunisce sindaci e amministrazioni urbane per sviluppare e condividere soluzioni sostenibili, in collaborazione con il Future Food Institute e la Venice Climate Week. Promuove i Planet Aqua City Awards, premi che riconoscono le città che stanno sviluppando progetti innovativi per affrontare i rischi climatici legati all’acqua, come alluvioni, siccità, innalzamento del livello del mare e degrado degli ecosistemi.

 gli attori della VCW 2026 Organizzata dal Future Food Institute, la manifestazione è attività ufficiale della United Nations Decade of Ocean Science for Sustainable Development (UN Ocean Decade) ed è promossa con il sostegno della Città di Venezia e della Regione Veneto, insieme a una rete articolata di fondazioni, centri di ricerca, università, istituzioni culturali, partner industriali tra cui i Founding Partner Sanlorenzo e Generali e il Main Partner Deloitte, e organizzazioni civiche e attori della transizione ecologica.

 SANLORENZO, Founding Partner

Massimo Perotti, (Ceo Sanlorenzo e Founding Partner di VCW) , in dialogo con Paolo Fritelli (Managing Director NextChem) : “0 È il numero di impianti di metanolo verde, ovvero prodotto da energie rinnovabili e scarti organici, oggi operativi nel Mediterraneo. Da questo dato parte Sanlorenzo per proporre lo sviluppo delle infrastrutture in alcune marine europee con stazioni di rifornimento di metanolo verde: “senza, la transizione resta sulla carta. Le navi dual fuel già ordinate sono decine e molte opereranno dove oggi quel carburante non esiste.”

 GENERALI, Founding Partner

Strategicamente rilevante è il coinvolgimento delle PMI, fondamentale per realizzare la trasformazione sostenibile e aumentare la resilienza dell’economia. Come emerso nell’edizione 2026 di SME EnterPRIZE, l’iniziativa di Generali per promuovere la sostenibilità delle PMI in Europa, la consapevolezza dei rischi climatici tra le PMI è in aumento: il 55% delle PMI è consapevole dei rischi legati al cambiamento climatico. Nonostante ciò, permane un significativo divario di protezione: il 59% delle PMI non dispone di copertura assicurativa contro eventi estremi e il 74% è privo di coperture per l’interruzione dell’attività. Le partnership pubblico private per la gestione del rischio climatico, pur ancora poco diffuse, sono in crescita: dal 7% nel 2025 al 12% nel 2026.

 DELOITTE, Main Partner

La ricerca Deloitte, Politecnico di Milano e Università Ca’ Foscari sul costo economico della crisi climatica per imprese e territori italiani evidenzia come l’inazione potrebbe ridurre il PIL nazionale tra l’1,6% e il 6% entro il 2050, mentre ogni euro investito in prevenzione genera un ritorno stimato tra 4 e 7 euro di risparmi. “La sfida climatica riguarda tutti noi e richiede un impegno condiviso per soluzioni concrete, crescita sostenibile e benessere delle future generazioni” afferma Fabio Pompei (Deloitte). Per Paolo d’Aprile (Deloitte): “Il rischio climatico ha già impatti reali sull’economia italiana; affrontarlo rende la transizione un fattore di competitività e resilienza“. Per la ricerca completa vedere il sito: deloitte.com

 Info: veniceclimateweek.org

Tutti gli eventi sono gratuiti, è possibile procedere con la registrazione via Eventbrite.

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