
Dopo anni di attività instancabile tra musica, teatro, radio e scrittura, Piji pubblica finalmente il suo primo album ufficiale: Sta registrando audio…, un disco che arriva come un approdo naturale ma al tempo stesso sorprendente nella traiettoria di uno degli artisti più trasversali e prolifici della scena indipendente italiana.
Con questo album Piji firma un’opera prima sorprendentemente matura, ambiziosa e personale: un disco che prova a raccontare il caos del presente senza smettere di credere nella forza delle canzoni, dell’immaginazione e degli esseri umani
C’è un messaggio vocale che da oggi suona più forte di tutti.
È quello di Piji, che con il suo album d’esordio “Sta registrando audio…”, pubblicato da Azzurra Music, conquista la Targa Tenco 2026 nella categoria migliore opera prima.
Una vittoria che arriva al termine di un percorso lungo, originale e fuori dagli schemi: quasi mille concerti, ventitré premi conquistati come cantautore e una carriera costruita tra musica, teatro, radio, scrittura e direzioni artistiche, fino alla scelta – controcorrente – di aspettare il momento giusto prima di incidere un primo album.
“È il giorno più bello della mia vita – dichiara Piji – La cosa più importante che possa capitare a un cantautore. Penso a tutta la fatica, a tutto il lavoro di questi anni. E tutto assume un senso più profondo. Dichiaro ufficialmente conclusa la prima parte della mia gavetta e, altrettanto ufficialmente, dichiaro iniziata la gavetta 2. Ma prima brindiamo per un mesetto almeno...”
L’album, prodotto da Azzurra Music, esce il 22 maggio 2026, disponibile nei negozi di dischi e sulle principali piattaforme digitali.
Nel corso della sua carriera, Piji aveva scelto volutamente di non pubblicare un long playing, privilegiando EP e singoli. Eppure, in parallelo, ha costruito un percorso fuori dal comune: circa mille concerti, ventitré premi vinti come cantautore, trenta format radiofonici ideati e condotti, quindici spettacoli teatrali, due libri pubblicati, numerose direzioni artistiche e collaborazioni prestigiose. Sta registrando audio… rappresenta dunque molto più di un debutto discografico: è la sintesi organica di un immaginario artistico coltivato negli anni tra palco, letteratura, jazz club, cinema, poesia civile e cultura pop.
Il disco contiene tre featuring d’eccezione: Swing Politik con Simona Molinari — il cui videoclip è stato recentemente premiato al Premio Roma Videoclip — Misanthropy Village con Stefano Di Battista e il nuovo singolo Vai, Valeria! con la partecipazione straordinaria di Sergio Cammariere.
Già dal titolo, Sta registrando audio… mette al centro il tema della comunicazione contemporanea: quella scritta luminosa che compare sul telefono prima dell’arrivo di un messaggio vocale diventa metafora di un’umanità che tenta disperatamente di restare in contatto con il mondo, con gli altri e con sé stessa. Il protagonista immaginario dell’album oscilla continuamente tra desiderio di connessione e fuga dalla realtà, in una dicotomia che attraversa tutte le quindici tracce.
Da una parte emergono il disagio contemporaneo, la violenza sociale, l’alienazione digitale, l’ansia politica e il senso di smarrimento collettivo; dall’altra esplodono il bisogno d’amore, l’ironia, la fantasia, il sogno, la vitalità, la rivoluzione sentimentale e la possibilità ostinata di immaginare un mondo diverso. È un disco che racconta il presente senza rinunciare allo stupore.
Musicalmente, l’album è un mélange cantautorale imprevedibile e teatrale: canzone d’autore, pop-jazz elettronico contemporaneo, swing retrò, jazz manouche, tango, indie-rock ed escursioni cinematografiche convivono in una scrittura sonora fortemente identitaria. La parola e la musica viaggiano su un doppio binario: i testi di Piji alternano poesia, ironia, impegno sociale e trasfigurazione immaginifica, mentre gli arrangiamenti uniscono elettronica pulsante, interplay jazzistico, virtuosismi strumentali e una forte energia live.
Tra le tracce, la title track Sta registrando un audio… immagina un futuro post-atomico in cui la speranza passa ancora dalla voce umana e dalla possibilità di ritrovarsi “in mezzo a tutti”. Swing Politik trasforma la politica in un paradossale musical swing dove ministri e sottosegretari ballano tra referendum, New Deal e utopie collettive. Non ho capito cosa mi capita quando mi capita che capita che capiti qua racconta invece l’amore come un contagio domestico capace di animare gli oggetti e trasformare la realtà quotidiana in una coreografia surreale.
Con Vai, Valeria! Piji e Sergio Cammariere firmano un inno romantico alla rivoluzione sentimentale: l’amore come evento destabilizzante, necessario, quasi sovversivo. Ma non si uccidono così anche i cavalli? è una feroce riflessione sull’alienazione collettiva e sui meccanismi dello spettacolo contemporaneo, mentre Come Woody Allen diventa una vertiginosa dichiarazione d’amore al cinema e alle nevrosi sentimentali, attraverso decine di rimandi all’universo alleniano: un omaggio che è anche una vera e propria autobiografia di Piji sviluppata attraverso i personaggi creati dal regista newyorchese.
Con Sara e le altre, ispirata simbolicamente anche alla figura di Sara Gama, il disco affronta il tema della parità di genere e del cambiamento culturale, raccontando ogni conquista femminile come una piccola rivoluzione quotidiana. Gargantua, liberamente ispirata a Gargantua e Pantagruel di Rabelais, celebra invece l’eccesso, la fame di vita e la libertà individuale in chiave grottesca e teatrale.
In Misanthropy Village, con il sax di Stefano Di Battista, Piji osserva con sarcasmo il degrado dei social network, l’omologazione culturale e l’isolamento contemporaneo, salvo poi approdare a una conclusione sorprendentemente umana: “Mi sa che vado a cercare qualcuno nella vita vera”. Bateau-Manouche omaggia invece il jazz gitano e l’immaginario parigino di Django Reinhardt in un vortice tra swing, nonsense e citazionismo pop.
Le cavallette assume i contorni di una distopia apocalittica e biblica, mentre Vai a giocare alterna disincanto e vulnerabilità in un racconto notturno sospeso tra palco, solitudine e desiderio di autenticità. Umano poco umano è probabilmente il manifesto politico e filosofico dell’intero album: un lungo flusso poetico contro guerre, oligarchie, disumanizzazione e indifferenza, ma anche un appello ostinato alla partecipazione, ai sogni e alla resistenza umana.
Infine Hikikomori affronta il tema del ritiro sociale e della paura del mondo, salvo poi ribaltarsi in un invito a uscire, vivere, sbagliare e incontrarsi ancora “di fuori”.
A chiudere il disco è Credits, una traccia-concept unica nel suo genere: per la prima volta i credits dell’album diventano essi stessi materiale artistico e narrativo, attraverso una sequenza di messaggi vocali di tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione del progetto.
L’universo di Sta registrando audio… è attraversato da una quantità impressionante di riferimenti culturali, cinematografici, musicali e letterari: da Woody Allen a Fabrizio De André, da Francesco De Gregori a Patti Smith, passando per Nanni Moretti, Neil Armstrong, François Rabelais, Alfred Hitchcock, Italo Calvino, Primo Levi e decine di altre suggestioni pop e colte che convivono naturalmente nel linguaggio dell’artista. Un mosaico di influenze in cui convivono cultura alta e immaginario popolare, nostalgia e contemporaneità, jazz e cultura internet, poesia e meme.
