Sei concerti nel programma di Milano Classica per la nuova stgione che porta il pubblico dentro la musica in mezzo all’orchestra

Sei concerti nel programma di Milano Classica per la nuova stgione che porta il pubblico dentro la musica in mezzo all’orchestra

2026-10-18 – Rossella Mele

Cosa succede quando i Beatles vengono riletti come musica barocca? Quando un quartetto d’archi diventa un’orchestra? O quando il pubblico non si limita ad ascoltare, ma entra fisicamente all’interno dell’orchestra?

Dal 21 novembre 2026 al 15 maggio 2027 è questa la direzione di Milano Classica, che con la stagione 2026/2027 “Metamorfosi”, in programma all’Auditorium Monte Rosa 91, prosegue un percorso per portare la musica classica fuori dai suoi formati più tradizionali e creare occasioni di incontro anche con chi normalmente non frequenta le sale da concerto.

La stagione comprende sei concerti dell’orchestra d’archi, più un appuntamento speciale, e mette al centro alcune trasformazioni molto concrete: repertori classici riletti in nuove forme, musica e teatro che si incontrano, il dialogo tra generi apparentemente lontani e una maggiore partecipazione del pubblico.

«Con Metamorfosi abbiamo voluto guardare il repertorio non come qualcosa di immobile, ma come una materia capace di reagire al presente», spiega Claudia Brancaccio, direttrice artistica di Milano Classica. «Trascrivere, espandere, ridurre o accostare linguaggi lontani non significa tradire un’opera: significa ascoltarla più a fondo e domandarsi quali altre possibilità contenga. È anche il modo in cui lavora Milano Classica, attraverso il dialogo tra gli interpreti, la responsabilità condivisa e la curiosità. Le Metamorphosen di Strauss, che chiudono la stagione, rappresentano insieme l’approdo e la chiave dell’intero viaggio». 

Sabato 21 novembre alle 18.30 la stagione si apre con Sortilegi, affidato al flauto solista di Paolo Taballione, primo flauto dell’Orchestra della Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera.

Il programma attraversa il repertorio legato al fantastico e al soprannaturale: dal finale della Casa del diavolo di Boccherini al Freischütz di Weber nella trascrizione di Taffanel, da Gluck a Bazzini fino a Carmen. Completa il programma il Concerto per archi di Nino Rota.

Dai Beatles al Barocco

sabato 19 dicembre, con Beatles Go Baroque – Christmas Edition. Le melodie di Lennon e McCartney vengono trasformate da Peter Breiner in concerti grossi nello stile di Corelli, Bach e Vivaldi. Una contaminazione tra generi che fa leva su una vera riscrittura: le canzoni dei Beatles entrano nelle forme, nei ritmi e nel linguaggio del Barocco.

Il flauto concertante di Giulia Carlutti sarà al centro del programma, incorniciato dal Concerto fatto per la notte di Natale di Corelli e dal Concerto per quattro violini di Vivaldi.

Beethoven tra orchestra, quartetto e teatro

La stagione propone poi due modi diversi di avvicinarsi a Beethoven.

Sabato 16 gennaio 2027, con 4 for Beethoven, il numero quattro diventa il filo concreto del programma: il Quarto Concerto per pianoforte, nella versione per pianoforte e orchestra d’archi di Ignaz Lachner, e il Quarto Quartetto dell’op. 18. Il percorso va in entrambe le direzioni: l’orchestra si raccoglie intorno al pianoforte di Mariangela Vacatello in una dimensione più cameristica, mentre il quartetto si espande fino a diventare orchestra.

A realizzare questa seconda trasformazione è il Quartetto Indaco, attraverso QuBE – Quartet Based Ensemble, progetto che porta nell’orchestra il modello di ascolto e di responsabilità condivisa tipico del quartetto d’archi.

La musica diventa teatro

È il principio che guida anche Don Quixote, in programma sabato 13 febbraio. Il personaggio di Cervantes viene raccontato attraverso un concerto-spettacolo che mette insieme musica e parola, con Cosimo Carovani nel triplice ruolo di violoncellista solista, concertatore e autore e Luca Luciani come voce narrante.

Le musiche di Telemann, Sallinen, de Falla, Boccherini e dello stesso Carovani accompagnano il viaggio di un Don Chisciotte sospeso tra realtà e immaginazione, follia e lucidità.

Sabato 15 maggio la stagione si conclude alle ore 18.30 con Metamorfosi. Nella Sonata op. 120 n. 1 di Brahms, la trascrizione di Claudia Brancaccio moltiplica il pianoforte nelle voci dell’orchestra d’archi, avvolgendo in un nuovo paesaggio sonoro il clarinetto di Pierre Génisson, tra i principali esponenti della scuola clarinettistica francese e virtuoso di fama internazionale. 

Nelle Metamorphosen, Richard Strauss affida invece a ventitré archi solisti un’unica, immensa trama musicale, nella quale ogni voce resta individuale e insieme parte di un organismo. Il dialogo intimo diventa orchestra; l’orchestra, a sua volta, si fa musica da camera.

Sabato 13 marzo, completa il cartellone, un appuntamento speciale, Symphonic HITaly, in programma alle ore 21.00. Progetto speciale che riunisce nuovamente sul palco Orchestra Milano Classica e Orchestra Antonio Vivaldi. Dirette da Ernesto Colombo, le due formazioni attraversano oltre mezzo secolo di canzone italiana nelle versioni sinfoniche firmate da Melos Factory: da Battisti alle canzoni dell’estate, da Vasco Rossi a De André, dalle grandi interpreti femminili ai cantautori che hanno raccontato Roma e Milano. Un ritratto dell’Italia attraverso le melodie entrate nella memoria collettiva.

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