
Design Doha ha annunciato i cinque progetti vincitori delle Public Design Commissions, che saranno presentati nell’ambito della seconda edizione della biennale, in programma dal 5 novembre 2026 al 31 gennaio 2027. Situate nel quartiere di Fereej Al Asmakh, le installazioni si ispirano agli approcci regionali all’acqua, ai materiali, alle pratiche artigianali, al clima e all’ambiente costruito.

Falajscape di Eugenio Fernandez e Victor Nouman di Studio By
Le cinque commissioni sono Salsabil di Meriem Chabani / NEW SOUTH; Palm Construct di Abdalla Almulla; Cooling Pots di Haitam Daoudi e Oscar Cruz / +.atelier; Shoreline di platau | platform for architecture and urbanism; e Falajscape di Eugenio Fernandez e Victor Nouman di Studio By Three. Con il sostegno della Public Works Authority (Ashghal) del Qatar, il programma è stato sviluppato a partire da una open call rivolta alla regione del MENASA, che comprende Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale.

Nel 2025 sono stati selezionati dieci designer, architetti e professionisti che operano in ambito urbano, con cinque proposte che adesso stanno vedendo la realizzazione nella prima fase del programma. Ciascun progetto ha preso forma attraverso la ricerca, lo sviluppo progettuale e lo stretto dialogo con la città. Nel loro insieme, gli interventi reinterpretano saperi consolidati legati al raffrescamento dell’acqua, all’impiego delle risorse locali e all’adattamento all’ambiente, traducendoli in soluzioni contemporanee per lo spazio pubblico. I progetti commissionati sono stati curati da Javier Peña Ibáñez, curatore delle Public Design Commissions e direttore di Concéntrico, il Festival Internazionale di Design e Architettura che si tiene a Logroño, in Spagna.

Il programma riserva tanta attenzione alle opere finite quanto ai processi che le hanno prodotte, riconoscendo il ruolo di architetti e designer accanto a quello di produttori, artigiani e collaboratori locali. In questo modo, svela le competenze, le conoscenze tecniche e le reti di collaborazione che rendono possibile ogni commissione. Javier Peña Ibáñez ha dichiarato: «Lo spazio pubblico è il luogo in cui il design entra a far parte della vita quotidiana. Questi interventi prendono le mosse da saperi già radicati nel territorio, che spaziano dai sistemi di gestione dell’acqua alle pratiche artigianali, dai materiali alle modalità di risposta alle condizioni climatiche, traducendoli in nuove forme per la Doha contemporanea. Altrettanto significativo è il processo che sta dietro a ciascun progetto, che comprende le persone, le competenze e le collaborazioni che permettono a un’idea di diventare parte della città.»
Salsabil, dell’architetta e urbanista Meriem Chabani, co-founder di NEW SOUTH, si ispira alla tradizione qatariota del raffrescamento dell’acqua e della lavorazione artigianale della ceramica, combinando tecniche tradizionali di raffrescamento passivo con sistemi contemporanei di nebulizzazione urbana.
Realizzata con sfere in ceramica che fungono da elementi architettonici, l’installazione è composta da pilastri che possono essere disposti singolarmente oppure configurati in quinte semicircolari di nebulizzazione, creando spazi pubblici più freschi e fruibili dai pedoni.

Palm Construct, dell’architetto emiratino Abdalla Almulla, guarda alla palma da dattero sia come materiale sia come elemento strutturale. Attraverso metodi di progettazione matematica e parametrica, Almulla trasforma elementi rigidi ricavati dalla palma in forme fluide, ispirate alle tradizionali tecniche di intreccio, aprendo nuove possibilità architettoniche per una delle risorse naturali più familiari della regione.
Cooling Pots, di Haitam Daoudi e Oscar Cruz / +.atelier, si ispira ai recipienti in terracotta tradizionalmente utilizzati in tutta la regione per conservare e raffreddare l’acqua, adattandone i principi a una installazione di raffrescamento passivo di maggiori dimensioni, progettata per il clima di Doha. Shoreline, di platau | platform for architecture and urbanism, ripercorre l’antica linea costiera di Doha, rimodellata da decenni di interventi di recupero del terreno. Emergendo da un letto di sabbia, l’installazione combina elementi modulari in legno, colonne in legname, tettoie simili a vele e cime nautiche. La sua costruzione si ispira alla tradizionale cantieristica dei dhow, compreso l’impiego del teak africano storicamente associato a queste imbarcazioni.
Falajscape, di Eugenio Fernandez e Victor Nouman di Studio By Three, reinterpreta il falaj, il sistema di irrigazione a gravità utilizzato per secoli in tutta la Penisola Arabica, trasformandolo in un intervento spaziale contemporaneo che mette in relazione infrastrutture idriche, spazio civico e saperi regionali. Oltre a queste commissioni, Design Doha 2026 presenterà più di 20 mostre e il lavoro di oltre 100 designer e studi multidisciplinari provenienti dalla regione MENASA e dalle relative diaspore.
Tra i principali appuntamenti, Arab Design Now 2026, a cura di Noura Al Sayeh, presenta 81 designer, 78 nuove commissioni e 17 film. I designer partecipanti rappresentano 27 Paesi e operano in oltre 15 discipline che spaziano dall’architettura all’arredamento, dal design di prodotto all’artigianato, fino all’urbanistica, al sound design e al design sociale.
Design Doha annuncia i cinque progetti vincitori delle Public Design Commissions, che saranno presentati questo autunno
Design Doha ha annunciato i cinque progetti vincitori delle Public Design Commissions, che saranno presentati nell’ambito della seconda edizione della biennale, in programma dal 5 novembre 2026 al 31 gennaio 2027. Situate nel quartiere di Fereej Al Asmakh, le installazioni si ispirano agli approcci regionali all’acqua, ai materiali, alle pratiche artigianali, al clima e all’ambiente costruito.
Falajscape di Eugenio Fernandez e Victor Nouman di Studio By
Le cinque commissioni sono Salsabil di Meriem Chabani / NEW SOUTH; Palm Construct di Abdalla Almulla; Cooling Pots di Haitam Daoudi e Oscar Cruz / +.atelier; Shoreline di platau | platform for architecture and urbanism; e Falajscape di Eugenio Fernandez e Victor Nouman di Studio By Three. Con il sostegno della Public Works Authority (Ashghal) del Qatar, il programma è stato sviluppato a partire da una open call rivolta alla regione del MENASA, che comprende Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale.
Nel 2025 sono stati selezionati dieci designer, architetti e professionisti che operano in ambito urbano, con cinque proposte che adesso stanno vedendo la realizzazione nella prima fase del programma. Ciascun progetto ha preso forma attraverso la ricerca, lo sviluppo progettuale e lo stretto dialogo con la città. Nel loro insieme, gli interventi reinterpretano saperi consolidati legati al raffrescamento dell’acqua, all’impiego delle risorse locali e all’adattamento all’ambiente, traducendoli in soluzioni contemporanee per lo spazio pubblico. I progetti commissionati sono stati curati da Javier Peña Ibáñez, curatore delle Public Design Commissions e direttore di Concéntrico, il Festival Internazionale di Design e Architettura che si tiene a Logroño, in Spagna.
Il programma riserva tanta attenzione alle opere finite quanto ai processi che le hanno prodotte, riconoscendo il ruolo di architetti e designer accanto a quello di produttori, artigiani e collaboratori locali. In questo modo, svela le competenze, le conoscenze tecniche e le reti di collaborazione che rendono possibile ogni commissione. Javier Peña Ibáñez ha dichiarato: «Lo spazio pubblico è il luogo in cui il design entra a far parte della vita quotidiana. Questi interventi prendono le mosse da saperi già radicati nel territorio, che spaziano dai sistemi di gestione dell’acqua alle pratiche artigianali, dai materiali alle modalità di risposta alle condizioni climatiche, traducendoli in nuove forme per la Doha contemporanea. Altrettanto significativo è il processo che sta dietro a ciascun progetto, che comprende le persone, le competenze e le collaborazioni che permettono a un’idea di diventare parte della città.»
Salsabil, dell’architetta e urbanista Meriem Chabani, co-founder di NEW SOUTH, si ispira alla tradizione qatariota del raffrescamento dell’acqua e della lavorazione artigianale della ceramica, combinando tecniche tradizionali di raffrescamento passivo con sistemi contemporanei di nebulizzazione urbana.
Realizzata con sfere in ceramica che fungono da elementi architettonici, l’installazione è composta da pilastri che possono essere disposti singolarmente oppure configurati in quinte semicircolari di nebulizzazione, creando spazi pubblici più freschi e fruibili dai pedoni.
Palm Construct, dell’architetto emiratino Abdalla Almulla, guarda alla palma da dattero sia come materiale sia come elemento strutturale. Attraverso metodi di progettazione matematica e parametrica, Almulla trasforma elementi rigidi ricavati dalla palma in forme fluide, ispirate alle tradizionali tecniche di intreccio, aprendo nuove possibilità architettoniche per una delle risorse naturali più familiari della regione.
Cooling Pots, di Haitam Daoudi e Oscar Cruz / +.atelier, si ispira ai recipienti in terracotta tradizionalmente utilizzati in tutta la regione per conservare e raffreddare l’acqua, adattandone i principi a una installazione di raffrescamento passivo di maggiori dimensioni, progettata per il clima di Doha. Shoreline, di platau | platform for architecture and urbanism, ripercorre l’antica linea costiera di Doha, rimodellata da decenni di interventi di recupero del terreno. Emergendo da un letto di sabbia, l’installazione combina elementi modulari in legno, colonne in legname, tettoie simili a vele e cime nautiche. La sua costruzione si ispira alla tradizionale cantieristica dei dhow, compreso l’impiego del teak africano storicamente associato a queste imbarcazioni.
Falajscape, di Eugenio Fernandez e Victor Nouman di Studio By Three, reinterpreta il falaj, il sistema di irrigazione a gravità utilizzato per secoli in tutta la Penisola Arabica, trasformandolo in un intervento spaziale contemporaneo che mette in relazione infrastrutture idriche, spazio civico e saperi regionali. Oltre a queste commissioni, Design Doha 2026 presenterà più di 20 mostre e il lavoro di oltre 100 designer e studi multidisciplinari provenienti dalla regione MENASA e dalle relative diaspore.
Tra i principali appuntamenti, Arab Design Now 2026, a cura di Noura Al Sayeh, presenta 81 designer, 78 nuove commissioni e 17 film. I designer partecipanti rappresentano 27 Paesi e operano in oltre 15 discipline che spaziano dall’architettura all’arredamento, dal design di prodotto all’artigianato, fino all’urbanistica, al sound design e al design sociale.
