Data Sonification, oltre il visuale tra scienza ed emozione la nuova frontiera nel mondo del Design

Data Sonification, oltre il visuale tra scienza ed emozione la nuova frontiera nel mondo del Design

MEET Digital Culture Center, il primo Centro Internazionale per l’Arte e la Cultura Digitale nato a Milano con il supporto di Fondazione Cariplo in collaborazione con il Center for Design della Northeastern University (Boston), organizza Oltre il visuale. Sentire i dati tra scienza ed emozione, da martedì 27 settembre fino a domenica 2 ottobre, conference e Live Performance,  il primo convegno sulla Data Sonification, la rappresentazione dei dati attraverso il suono. Un confronto a più voci a cura di Paolo Ciuccarelli (Founding Director Center for Design, Northeastern University, Boston) e Sara Lenzi (Critical Alarms Lab, TU Delft) sulla nuova frontiera per superare i confini del visivo e creare vere e proprie “data experiences”. “MEET” – afferma la Presidente Maria Grazia Mattei – “dopo il meeting The New Atlas of Digital Art e l’exhibition Mapping the NFT Revolution di Mauro Martino ancora in corso fino al 28 settembre, continua il suo percorso esplorativo tra Arte, Scienza e Tecnologia presentando un evento unico nel suo genere”.

In un mondo dominato dalla produzione costante di enormi quantità di dati il cui impatto sul nostro quotidiano è tanto evidente quanto poco chiaro, la Data Visualisation non basta più. Designer alla ricerca di nuove forme di comunicazione che vadano al di là del visuale per rendere la complessità in cui siamo immersi, si rivolgono oggi ad altri sensi e propongono nuove esperienze” – afferma Paolo Ciuccarelli.

Speakers prestigiosi partecipano alla conversazione su questo tema e presentano progetti in corso nella sperimentazione dell’uso della sonificazione: Anita Zanella, Istituto Nazionale di Astrofisica (Italia), Rafael Bresciani, Sound Artist (Italia), Dan Lockton, Department of Industrial Design, Eindhoven University of Technology (TU/e – Netherlands), Michele Mauri, DensityDesign Research Lab, Politecnico di Milano (Italia), Miriam Quick + Duncan Geere, Loudnumbers (UK).

Tramite visori Oculus messi a disposizione da MEET, sarà possibile accedere in Idioms, un ambiente immersivo che ricrea l’esperienza uditiva di trovarsi in uno spazio virtuale con persone che parlano le otto lingue più diffuse in Europa. Il contenuto è di The Visual Agency.

La Conference si concluderà con la Live performance “The Dry Stone [No Sound Of Water]”: un’opera sonora della durata di circa 40 minuti derivata dai dati della siccità che quest’estate ha colpito il Nord Italia realizzato da Chelidon Frame e reso visivo da Gaab. Grazie alla Data Sonification emerge tutto l’inquietante destino del fiume Po già a partire dal 2021.

Nella Gallery 1 di MEET è a disposizione per la consultazione il Data Sonification Archive di Boston, curato dal Center for Design di Northeastern University: il primo archivio al mondo che raccoglie lavori internazionali creativi e artistici basati proprio sull’elaborazione di dati con il suono.


Siamo immersi in un’incredibile quantità di dati e proprio in essi e nella loro interpretazione è racchiuso il più antico desiderio dell’uomo, quello di conoscere il proprio futuro. Quali strumenti abbiamo a disposizione per comprenderli? Per rendere i numeri immagini, la scienza si affida all’arte.

La visualizzazione dei numeri in immagini ci ha permesso di rendere visibili le relazioni fra i dati e fatti che li hanno generati, dandoci uno straordinario strumento di conoscenza” – prosegue Maria Grazia Mattei – “La Data Visualization è oggi una scienza affermata. Si sta prospettando una nuova frontiera nella comprensione dei dati, una forma ancora più sensibile e sottile, capace di rivelare emotivamente, quello che lo sguardo non può fare: il suono, la musica. Il digitale ci permette di udire il suono dei dati, il canto degli algoritmi”.

Nata in ambito scientifico alla fine degli anni ‘80, la Data Sonification è stata per qualche decennio un ambito di lavoro estremamente specializzato, legato a discipline come l’astronomia e la sismologia in cui si è spesso dimostrata utile per scoprire fenomeni e comportamenti troppo complessi per essere visibili all’occhio umano, ma riconoscibili dal nostro orecchio, strumento altamente sofisticato quando si tratta di riconoscere, per esempio, variazioni o ripetizioni ritmiche nel tempo. Negli ultimi anni, invece, la sonificazione è entrata da coprotagonista nel mondo del design dell’informazione.

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