Spagna, l’arte da non perdere nel 2024: mostre di respiro internazionale nei principali musei, novità e appuntamenti

Spagna, l’arte da non perdere nel 2024: mostre di respiro internazionale nei principali musei, novità e appuntamenti

Madrid, Museo del Prado ©Ente Spagnolo del Turismo-Turespaña

Tra gli eventi culturali da non mancare quest’anno in Spagna spiccano le celebrazioni per il centenario della nascita dell’artista Antoni Tàpies, che si concentrano soprattutto a Madrid e a Barcellona, e dello scultore Eduardo Chillida a San Sebastián. Le tre città dedicano ai due artisti importanti mostre e rassegne culturali che meritano il viaggio.

Per celebrare il centenario della nascita del pittore e scultore catalano Antoni Tàpies i Puig, figura di spicco dell’avanguardia e dell’arte astratta del XX secolo, il Museo Centro de Arte Reina Sofía di Madrid ospita fino al 24 giugno la grande retrospettiva ‘Antoni Tàpies. La práctica del arte’, che abbraccia tutto il lavoro dell’artista catalano dal 1943 al 2011. Impegnato, poliedrico, ultimo grande rappresentante dell’avanguardia pittorica e scultorica e con una grande passione per la filosofia orientale, Antoni Tàpies ha saputo creare un linguaggio originale dalle coordinate dell’informalismo astratto, utilizzando la materia e le sue infinite possibilità come riferimento, a partire dalle influenze di Paul Klee e Joan Mirò. La mostra, organizzata in collaborazione con la Fundación Tàpies, riunisce oltre 250 opere provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo. E’ una delle più grandi retrospettive mai realizzate fino a oggi sull’artista e prende il titolo dalla prima raccolta dei suoi scritti, pubblicata negli anni ‘70. Le opere in mostra riflettono il lavoro instancabile di Antoni Tàpies che ha sperimentato con le proprietà espressive della materia e del linguaggio senza mai dimenticare l’interesse per la pittura e la rappresentazione. L’artista, ossessionato da determinati temi e oggetti, passa dal concepire la pittura come mezzo neutro al materializzarla su una superficie opaca, in cui materia e forma, linguaggio e idea sembrano indistinguibili, senza però annullare le loro differenze. A luglio la retrospettiva verrà esposta a Barcellona, dove si concentreranno le ultime celebrazioni e commemorazioni all’artista. 

Madrid. Parque del Retiro – Palacio de Velázquez ©Ente Spagnolo del Turismo – Turespaña


La programmazione del Museo Centro de Arte Reina Sofía continua con altre interessantissime rassegne: dal 9 maggio al primo settembre verrà allestita a Palacio de Velázquez la mostra ‘James Lee Byars’, dedicata a una delle figure più enigmatiche e sorprendenti dell’arte del XX secolo. L’esposizione riunisce numerose opere di James Lee Byars che raccontano della sua profonda indagine su tutto ciò che supera i limiti della logica. A cavallo tra misticismo, spiritualità e corporeità, il linguaggio visivo e performativo di Byars comprendeva scultura, installazioni, performance, disegni, parole e l’assemblaggio di mostre come strutture a sé stanti. La marcata simmetria dello spazio espositivo mette in risalto la monumentalità e la semplicità geometrica delle opere dell’artista, tutte di grande formato realizzate con materiali preziosi e raffinati, che si combinano armoniosamente con geometrie archetipiche – prismi, sfere, pilastri – per proporre giochi di rimandi tra forma e contenuto. Nell’ambito del programma ‘Fisuras’ del Museo, l’artista multidisciplinare Olga de Soto presenta un nuovo progetto intitolato ‘Reconstrucción de una danza macabra’, aperto al pubblico fino al primo luglio, E’ una rivisitazione di ‘Der Grüner Tisch’ del coreografo tedesco Kurt Joos. Dal 28 maggio al 2 settembre il museo ospita la mostra ‘Eva Lootz. Hacer como quien dice: ¿y esto qué es?’, un percorso espositivo delle opere di Eva Lootz, artista di spicco nel panorama culturale spagnolo fin dal periodo di transizione. La mostra evidenzia la coerenza di Lootz e la continua esplorazione degli spazi tra il visibile e il dicibile. Dal 24 settembre al 10 marzo 2025 il Museo accoglie un’esposizione incentrata sull’opera della pittrice valenciana Soledad Sevilla che riunisce opere che vanno dai suoi primi passi alle produzioni attuali, alcune realizzate appositamente per l’esposizione. 

Il Museo Nacional del Prado, che ha celebrato il record di visitatori nel 2023 con oltre 3 milioni di presenze, apre quest’anno la sezione delle mostre temporanee con ‘Arte y transformaciones sociales en España (1885-1910)’, dal 21 maggio al 22 settembre. L’esposizione riunisce oltre 300 opere di pittori come Regoyos, Nonnel o Picasso per raccontare la società attraverso la pittura del secolo XIX. Un’altra mostra attesa è ‘El taller de Rubens’, visitabile dal 15 ottobre al 26 febbraio 2025, e ruota attorno al luogo fisico in cui lavorava Pieter Paul Rubens, il grande pittore barocco: il suo laboratorio-bottega con cavalletti, colori, pennelli, tavolozze, libri, busti e molti altri oggetti. Intorno a questo spazio sono esposti una ventina di dipinti, diverse incisioni e altre opere che aiutano a comprendere i diversi modi in cui i collaboratori aiutavano il grande pittore nel suo ateleir. Nella sala 28 dedicata all’arte fiamminga è esposto temporaneamente ‘El gabinete de arte de Cornelis van der Geest’, opera dell’artista fiammingo Willem van Haecht, proveniente dal museo di Rubens di Anversa. Dal 19 novembre al 2 marzo 2025 la pinacoteca ospiterà la grande mostra ‘Darse la mano. Escultura y color en el Siglo de Oro’, che riunirà un centinaio di opere, metà dipinti e metà sculture, per illustrare la naturale integrazione tra le due tecniche, il loro trionfo nell’arte spagnola e il valore della scultura come strumento di persuasione. Il museo dedicherà inoltre una mostra al tedesco Sigmar Polke e al suo rapporto con Goya, aperta al pubblico dal 26 novembre al 16 marzo 2025.

La Fondazione Mapfre di Madrid ospita fino al 5 maggio una mostra sul pittore Marc Chagall, grande interprete di un’arte inclassificabile tra espressionismo russo, surrealismo, simbolismo e cubismo. L’esposizione ‘Chagall. Un grito de libertad’, frutto della collaborazione tra La Piscine – Musée d’Art et d’Industrie André Diligent (Roubaix) e il Musée national Marc Chagall di Nizza, presenta l’opera artistica vibrante, colorata e onirica dell’artista bielorusso alla luce dei fatti storici di cui fu testimone, dalle grandi guerre all’esilio. 
Quattro sono le mostre da non perdere al museo Thyssen Bornemisza: la retrospettiva ‘El realismo íntimo de Isabel Quintanilla’, fino al 2 giugno; ‘Noemí Iglesias Barrios. Love Me Fast’, fino al 28 aprile; ‘La mirada descentrada. Arte y colonialismo en las colecciones Thyssen’, dal 25 giugno al 20 ottobre; e ‘Gabriele Münter La gran pintora expresionista’, dal 12 novembre al 9 febbraio 2025. La prima è una retrospettiva sull’artista spagnola Isabel Quintanilla, scomparsa nel 2017, una delle figure artistiche fondamentali del realismo contemporaneo. La seconda è una piccola esposizione dedicata all’artista asturiana Noemí Iglesias Barrios, in cui una ventina di suoi pezzi, realizzati con mezzi diversi come il bronzo, il vetro, il video, la fotografia e la porcellana, dialogano con alcuni dipinti delle collezioni del museo. La terza mostra racconta le storie ‘invisibili’ di dominazione razziale e della lotta per i diritti civili. Infine la mostra sulla pittrice Gabriele Münter è la prima retrospettiva in Spagna incentrata su una delle interpreti più importanti dell’espressionismo tedesco di inizio XX secolo.

Barcellona, MNAC©Ente Spagnolo del Turismo-Turespaña

Barcellona si concentrano le mostre e le celebrazioni per il centenario della nascita di Antoni Tàpies i Puig, intitolate ‘Tàpies vive. Vive Tàpies’. La Fondazione che porta il suo nome accoglie una permanente del pittore e scultore tra le pareti moderniste di Domènech i Montaner e una gigantesca scultura filiforme di Tàpies, che arredano il tetto dello storico edificio rivisto sotto la sua direzione. Tutta la Barcellona dell’artista catalano si concentra nel quartiere dell’Eixample, dove ogni edificio racconta una storia e dove si trova la Fondazione, nata appunto per promuovere l’arte contemporanea. Quattro esposizioni e un’installazione luminosa di Antoni Arola sulla facciata della Fondazione introducono le commemorazioni: la mostra ‘Tàpies y la huella del zen, aperta fino al 23 giugno, si concentra sull’interesse del maestro catalano per gli insegnamenti del buddismo zen e la volontà di disgregare i valori e le convenzioni tradizionali dell’Occidente. A luglio arriva da Madrid la grande retrospettiva ‘Antoni Tàpies. La práctica del arte’ e il 13 dicembre terminano le celebrazioni con la proiezione del film del regista Albert Serra sull’aspetto mistico materialista di Tàpies.

Dal 19 aprile al primo settembre il Mnac (Museu nacional d’art de Catalunya) ospita la mostra ‘Suzanne Valadon’, che ripercorre in oltre 100 opere il mondo dell’artista francese, figura emblematica della bohémien parigina di Montmartre all’inizio del XX secolo. Pittrice, disegnatrice e incisora, Suzanne Valadon ha praticato tutti i generi, dal ritratto ai nudi, dalla natura morta al paesaggio, con uno sguardo sempre ribelle e avanguardista. La mostra, organizzata in collaborazione con il Centre Pompidou-Metz e il Musée d’Art di Nantes, è arricchita dalla presenza di opere di altri pittori francesi e catalani, offrendo una retrospettiva contestualizzata dell’artista. Il Macba (Museu d’Art Contemporani de Barcelona) ospita dal 31 ottobre al 23 febbraio 2025 la mostra ‘Teresa Solar Abboud. Sueño máquina de pájaro’, che racconta il lavoro della giovane artista famosa per le grandi installazioni scultoree. Le enormi opere sono il frutto di sperimentazioni materiali in cui l’artista esplora il linguaggio e il pensiero. Negli ultimi anni le installazioni scultoree sono diventate più complesse attraverso forme legate alla resistenza, al vuoto, al corpo o alla struttura ossea. All’inizio è partita dal disegno e dal video come strumenti di lavoro; poi nel tempo la sua produzione si è concentrata sulla pratica della scultura e sui nuovi materiali, articolando un dispiegamento di forme che riprendono elementi legati al mondo organico e conducono a metafore legate ai flussi di corrente, ai vuoti e alla connettività tra orifizi e cavità.

Nel centenario della nascita di Eduardo Chillida Juantegui, uno dei grandi artisti spagnoli del XX secolo, il Museo Chillida di Hernani, poco fuori San Sebastián, ospita gran parte delle celebrazioni e delle mostre dedicate allo scultore, tra i più acclamati del mondo. In particolare ‘Universo Maeght’, esposizione aperta al pubblico fino al 15 aprile, omaggia Chillida in un dialogo tra alcune sue sculture e gli artisti con cui lo storico mercante d’arte Aimé Maeght ha lavorato: Georges Braque, Alexander Calder, Alberto Giacometti, Pablo Palazuelo, Julio González, Jean Arp, BarbaraHepworth, Antoni Tàpies, Joan Miró e Marc Chagall. Il museo Chillida (Chillida Leku) di Hernani sarà dunque l’epicentro delle commemorazioni ma le sue opere si potranno vedere in molti altri luoghi in Spagna e all’estero, da Santiago del Cile a San Diego e a Künzelsau, in Germania. D’altronde le sue monumentali sculture sono presenti in decine di musei e istituzioni pubbliche e private di tutto il mondo e quest’anno, ovunque, verranno celebrate retrospettive e tributi, da Huston a Berlino, da Madrid a Caracas, da Londra a Palermo. 


Arte pop al Museo Guggenheim di Bilbao nella mostra ‘Símbolos y objetos: Arte Pop de la Colección Guggenheim’, aperta al pubblico fino al 15 settembre. L’esposizione riunisce le più iconiche opere pop e una selezione di opere di artisti contemporanei che esplorano l’eredità del pop e usano le sue forme per criticare e politicizzare questioni come il linguaggio del consumismo. Tra gli artisti, Josephine Meckseper, James Rosenquist, Robert Rauschenberg, Niki de Saint Phalle, Richard Hamilton e Claes Oldenburg and Coosje van Bruggen. Fino al 9 giugno in mostra le opere scultoree di June Crespo – ‘June Crespo.Vascular’ – che esplorano dimensioni inedite della sua pratica artistica. Dal 26 giugno al 3 novembre nel museo è allestita una mostra sulle figure infantili di Yoshitomo Nara, iconico artista giapponese i cui ritratti angelici nascondono un mistero inquietante. La mostra si addentra nell’enigmatico universo di questo artista che è già riuscito ad affascinare tutto il mondo con le sue opere, in cui appaiono ricorrenti la solitudine dell’infanzia e la musica.

Malaga, Museo Picasso ©Museo Picasso Malaga

‘María Blanchard, pintora a pesar del cubismo’ è la retrospettiva che il Museo Picasso di Malaga dedica dal 30 aprile al 29 settembre a María Blanchard, che contribuì alla nascita del cubismo. E’ un percorso espositivo cronologico delle diverse tappe della vita dell’artista, la prima donna in Spagna ad adottare lo stile cubista, sfidando gli stereotipi culturali e sociali, e a sperimentare la frammentazione e le molteplici prospettive nelle sue opere. Notevole è stato il contributo al movimento avanguardista e importante il rispetto guadagnato tra gli artisti dell’epoca, che hanno reso Blanchard una figura di riferimento. Dal 15 ottobre al 19 gennaio 2025 il museo ospita per la prima volta una mostra di Marius de Zayas, un omaggio al pittore, disegnatore e caricaturista e al gallerista che per primo portò le opere di Picasso a New York nel 1911 .

Valencia, l’Ivam Centre Julio González ospita dal 14 marzo al 9 giugno la mostra ‘Sempere en París (1949 -1960)’, dedicata all’artista alicantino Eusebio Sempere e ai suoi anni parigini. L’esposizione raccoglie testimonianze, stampe, testi dell’artista, fotografie e lettere con familiari, artisti e critici. A Parigi l’artista visse momenti difficili, ma produsse molto: da un lato la serie di pitture a guazzo e dall’altro i rilievi luminosi. Il museo ospiterà dal 7 novembre al 25 maggio 2025 una mostra sull’artista libanese Simone Fattale riunendo tutte le sue principali sfaccettature artistiche: pittura, fotografia e scultura. Le opere dell’artista sono realizzate in bronzo, argilla e gres e si ispirano alle figure storiche del Mediterraneo, riferendosi alla mitologia e alla letteratura per approfondire il posto che l’umanità occupa nel mondo e nella storia.

‘Teresa Lanceta. El sueño de cólcedra’ è il titolo della mostra che il Museo Patio Herreriano di Valladolid ospita nei suoi spazi fino al 9 giugno. E’ il risultato di un progetto che Teresa Lanceta ha realizzato per il museo della città sui tessuti funerari del XIII secolo in Castiglia, dove convivevano 3 diverse culture religiose – cristiana, musulmana ed ebraica – attraverso i laboratori tessili allora esistenti. Il titolo della mostra, che unisce memoria e tradizione, si riferisce alla cólcedra o trapunta con cui fu sepolto Alfonso VIII nel Monastero di Santa María La Real de las Huelgas a Burgos. Tra le opere tessili in mostra, legate sempre al tema della guerra e ai riti funebri, ci sono anche quattro pannelli del tempio dei Plañideros, nell’eremo di San Andrés de Mahamud di Burgos, e i tessuti ricamati su lino bianco attribuiti a María de Padilla, rinvenuti nel monastero di Santa Clara de Astudillo a Palencia. 

Santander, Centro Botín ©Fundación Botín

Il Centro Botín di Santander ospita tre mostre di artisti contemporanei: ShilpaGupta, Silvia Bächli e  Shimabuku, di provenienza artistica diversa ma legati da un dialogo emozionale con ciò che li circonda. ShilpaGupta e Shimabuku, inoltre, avranno l’opportunità di dirigere laboratori d’arte didattici. ‘Shilpa Gupta, Listening Air’ è la prima mostra, dal 23 marzo all’8 settembre, a cura di Bárbara Rodríguez Muñoz, direttrice delle mostre e delle Collezioni del Centro Botín. L’esposizione, la prima dell’artista in Spagna, prende il titolo dall’opera centrale, un nuovo e ambizioso spazio sonoro che unisce testo e scultura in un’installazione coreografata dall’artista e in movimento nello spazio espositivo. Precisamente si tratta di una serie di microfoni appesi, ciascuno controbilanciato da un dispositivo a luce fioca, che orbitano tra i visitatori nell’oscurità della sala espositiva. Questi microfoni convertiti in altoparlanti rendono udibili parole che hanno risuonato in paesaggi lontani e diversi, dalle risaie ai boschi, dalle strade alle università. L’opera include, tra gli altri, il testo del poeta pakistano Faiz Ahmad Faiz. Dall’11 maggio al 20 ottobre ‘Silvia Bächli: Partitura’ è una suggestiva mostra dedicata all’artista svizzera Silvia Bächli e alle sue delicate composizioni pittoriche. Realizzate con inchiostro cinese, carboncino o pastello su carta, le opere di Bächli, alcune delle quali inedite, si basano sui movimenti del corpo o degli oggetti che la circondano. Con loro l’artista crea sottili frammenti, intervalli e ritmi che funzionano come se fossero spartiti musicali. ‘Shimabuku’ è l’ultima mostra, aperta al pubblico dal 5 ottobre a febbraio 2025: è la prima esposizione in Spagna dell’artista giapponese con opere metaforiche che uniscono diverse forme d’arte – scultura, cinema, fotografia – in uno stile pieno di poesia e di sentimento. 

Il Museo de Arte Contemporáneo Helga de Alvear di Cáceres ospita fino al 12 maggio ‘Performar la naturaleza’, la prima grande retrospettiva in Spagna di Carlos Bunga. E’ una magnifica opportunità di entrare nella complessa e poetica opera dell’artista portoghese in un insieme di pittura, scultura, architettura, installazioni e performance. 

Gran Canaria il Centro Atlántico de Arte Moderno ospita fino al 2 giugno la mostra ‘Tanta lejanía’, una selezione di 30 opere dell’artista concettuale Helen Acosta. L’esposizione riunisce due decadi della vita professionale di Acosta, espresse in foto, video, scultura e installazioni. 

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