
Il 20 febbraio l’Auditorium Gazzoli di Terni ha ospitato l’Orchestra Giovanile Italiana di Sassofoni costituita da undici elementi che hanno proposto brani di Gershwin, Piazzolla, Chick Corea e Morricone.
Un racconto fatto di timbri e colori sonori in cui la diversità di ogni strumento crea armonia.
L’organico dell’orchestra comprende tutti gli strumenti della famiglia dei sassofoni: sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono e basso ed appunto la sua ricchezza ha interessato molti compositori ed arrangiatori che le hanno dedicato musiche ed anche il pubblico del Gazzoli.
La prima orchestra di sassofoni fu fondata da Federico Mondelci nel 1985 ed oggi rappresenta una eccellenza italiana con repertorio dalla musica rinascimentale al periodo classico-romantico ed al jazzistico.
Mondelci si è diplomato in sassofono al Conservatorio di Pesaro, ha studiato canto, composizione e direzione d’orchestra per poi perfezionarsi al Conservatorio Superiore di Bordeaux ricevendo all’unanimità la “Medaglia D’Oro”.
Da oltre trent’anni è uno dei più apprezzati interpreti della scena nazionale e internazionale e collabora con Orchestre ed ensemble a Mosca, San Pietroburgo, negli USA, Australia, Nuova Zelanda.

Protagonista del secondo concerto è stato il pianista francese Thomas Encho che ha presentato il suo progetto “Mozart Paradox” con rispettoso e libero approccio al genio di Wolfgang Amadeus Mozart.
L’Overture di Don Giovanni, l’Ave Verum Corpus, il Kyrie ed il Lacrimosa, la Serenata notturna ed il Concerto per clarinetto vengono trasformati in materia viva, plasmata da un tocco poetico e moderno che rompe le barriere tra generi: un omaggio coraggioso che restituisce freschezza ai repertori mozartiani da sempre amati evocando un immediato riconoscimento per poi sorprendere con riletture profondamente personali ed audaci, apprezzate dal pubblico e dai musicisti presenti nell’Auditorium.
Una interessante serata per gli amanti della musica classica e del jazz in cui Encho ha affascinato sia per il modo affabile e modesto di porsi, sia presentando i vari brani ed infine alcuni bis
Nato a Parigi nel 1988 ed a tre anni ha iniziato a suonare, poi ha studiato violino e pianoforte, perfezionandosi al Centre des Musiques Didier Lockwood in studi classici e jazz.
Nel 2006 ha pubblicato “Esquisse”, nel 2012 “Fireflies” con cui ha vinto le “Victoires du Jazz” e premi nel 2010 con “Django d’Or Nuovi talenti” e nel 2020 il “Gran Premio SACEM del Jazz”.
Nel 2023 e 2024 è stato direttore artistico del Festival Pianoscope di Beauvais e si è esibito alla Philharmonie di Parigi ed in jazz club collaborando con famosi artisti.
Ha composto oltre 100 opere, tra cui concerti per pianoforte e colonne sonore.
E’ interessante quanto Thomas Enhco scrive di se: ”Mozart mi accompagna fin dall’infanzia. Ascoltavo mia madre cantare arie d’opera e mio nonno dirigere le sue sinfonie e il suo Requiem. Al violino – mio primo strumento – ho studiato sonate, concerti e duetti; al pianoforte fantasie, musica da camera e concerti, alcuni dei quali ho eseguito dal vivo negli ultimi anni. Tuttavia, come musicista jazz, non avevo mai esplorato l’opera di Mozart attraverso l’improvvisazione, come invece avevo fatto con Bach, Brams e Schumann. L’opportunità si è presentata nel 2022, quando ho interpretato Mozart nello spettacolo “Mozart, une journée particulière” diretto da David Lescot e con la direzione musicale di Laurance Equilbey. Dopo essermi immerso nel mondo di Mozart e averne vestito i panni per un po’, ho sentito il forte desiderio di registrare un album jazz interamente improvvisato e di muovermi con la massima libertà tra i temi del grande Wolfgang, attingendo alla sua opera immensa, varia e immortale (opere, sonate, sinfonie, messe, concerti, quartetti, ecc.).
Con il pianoforte solo, ogni concerto è unico ed effimero, e la prospettiva di presentare “Mozart Paradox” al Théatre des Champs –Elysées mi riempie di gioia ed emozione”.
