Portofino Days: Genova celebra Amadeo Peter Giannini con la mostra “Non si può morire per un dollaro”

Portofino Days: Genova celebra Amadeo Peter Giannini con la mostra “Non si può morire per un dollaro”

Si apre ufficialmente il prossimo 20 marzo a Genova la mostra “Non si può morire per un dollaro”, un’esposizione dedicata alla straordinaria figura di Amadeo Peter Giannini, il visionario banchiere di origini liguri che rivoluzionò il sistema bancario americano. 

Dopo il grande successo ottenuto al Meeting di Rimini, la mostra approda nel capoluogo ligure, città simbolicamente legata alle origini di Giannini, e sarà visitabile fino al 31 marzo 2026 presso la Camera di Commercio di Genova, nella prestigiosa sede di Palazzo Tobia Pallavicino (Via Garibaldi 4). L’ingresso è gratuito.

L’esposizione racconta la rivoluzione culturale ed economica portata avanti da Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of Italy (poi divenuta Bank of America), che rese il credito accessibile anche alle classi popolari, rompendo gli schemi elitari del sistema bancario dell’epoca. Celebre per il suo approccio innovativo e profondamente umano, Giannini sostenne agricoltori, immigrati e piccoli imprenditori, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo economico degli Stati Uniti del Novecento.

La mostra mette inoltre in luce il suo ruolo pionieristico nel mondo del cinema: attraverso il sostegno a produzioni considerate all’epoca rischiose, Giannini contribuì alla nascita e alla crescita di Hollywood, intuendo il potenziale di un settore ancora emergente. Il suo supporto a Walt Disney, in un momento cruciale della sua carriera, rappresenta uno degli esempi più emblematici della sua capacità di riconoscere il talento e investire nel futuro. Allo stesso tempo, il suo modello di finanziamento favorì lo sviluppo dell’intera industria cinematografica, sostenendo anche realtà come la United Artists, fondata da Charlie Chaplin insieme ad altri grandi del cinema. Questo approccio rivoluzionario permise agli artisti di ottenere maggiore indipendenza creativa e un più ampio accesso ai capitali.

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