
“Alla scoperta delle meraviglie del Golfo” è il titolo di un press tour, organizzato da Carbot comunication Agenzia di comunicazione e marketing, con un programma che intreccia degustazione, cultura e narrazione del territorio con le sue eccellenze, la sua storia la sua capacità di trasformare cose semplici come la pizza, valorizzata dall’arte tradizionale del pizzaiolo napoletano patrimonio Culturale immateriale UNESCO, da chef artisti del gustosa abbinare ai vini del territorio che si producevano oltre 2000 anni fa per la gioia degli antichi Romani e oggi sono esportati in tutto il mondo.

Lo stesso dicasi per i Cammei, delle semplici conchiglie trasformate in gioielli dal lavoro sapiente di artisti illustrato in un nuovissimo Museo del Corallo, unico al mondo a Torre del Greco. Per non parlare dei dolci della tradizione come i Babà e Sfogliatelle famosi in tutto il mondo che abbiamo scoperto in un antica pasticceria nel cuore di Napoli prodotti artigianalmente.

E ancora, abbiamo potuto visitare una delle pochissime torrefazioni non industriali, che da quattro generazioni, coniugando tradizione e artigianalità, produce ad Arzano caffè di elevatissimi standard qualitativi controllando tutta la filiera dalla coltivazione al consumatore con volumi di prodotto per alcuni milioni di Euro tra esportazioni e clientela italiana particolarmente esigente nel gusto e nella qualità determinata da un bassissimo valore della caffeina dichiarato nelle confezioni. Tutto questo merita un appofondimento da fare in una narrazione successiva

Il viaggio nel mondo della Pizza
Il programma si sviluppa attraverso l’esperienza degustazione in 4 pizzerie tra le più prestigiose dell’area napoletana. In tutte quante chef che sono anche titolari della struttura e sono maestri dell’impasto usano lievito madre, provengono da esperienze diverse ma tutti, proprio tutti hanno la passione del mestiere capaci di coniugare tradizione, innovazione e visione, offrendo un menù di piatti semplici da quelli della tradizione a quelli gourmet con un occhio ai prodotti del territorio, alle stagioni ma sempre fatti di ingredienti di altissimo livello che li rendono gustosi, leggeri e digeribilissimi.

SALVATORE SANTUCCI della Pizzeria omonima in Via Giotto 14 nel cuore del Vomero è la prima esperienza di questo tour gastronomico.

Nel cuore del Vomero nasce Santucci Taste Experience, il progetto che racchiude oltre quarant’anni di passione, studio e ricerca dedicati all’arte della pizza napoletana.
L’ambiente è stato progettato per offrire un’accoglienza raffinata e autentica. Eleganza, comfort e attenzione al servizio si fondono in uno spazio pensato per far vivere agli ospiti un’esperienza completa, dove ogni dettaglio contribuisce a rendere speciale il momento della convivialità.

Salvatore Santucci, maestro pizzaiolo, formatore internazionale e istruttore della Verace Pizza Napoletana nel mondo, la cui storia inizia da bambino, tra farina, impasti e il profumo del forno, dove scopra una passione destinata a diventare la sua professione e la sua missione.
Nel corso degli anni ha viaggiato in Italia e all’estero formando centinaia di professionisti, approfondendo lo studio delle lievitazioni e delle fermentazioni naturali e contribuendo alla diffusione della cultura della pizza napoletana nel mondo. Un percorso che lo ha portato a ottenere importanti riconoscimenti, tra cui il titolo di Maestro dell’Impasto e i prestigiosi Tre Spicchi del Gambero Rosso.
Tra i traguardi più significativi vi è la Pergamena al Valore ricevuta per il contributo offerto alla tutela e alla diffusione dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano, in occasione del riconoscimento UNESCO che ha consacrato questa tradizione come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Oggi tutta questa esperienza prende forma in Santucci Taste Experience, un luogo che rappresenta la sintesi della sua crescita professionale e umana. Una pizzeria contemporanea in cui la tradizione napoletana dialoga con ricerca, innovazione ed eleganza, dando vita a un percorso gastronomico che è tecnica, ricerca e impasto.

La qualità nasce dalla cura di ogni dettaglio: dagli impasti studiati per garantire leggerezza e digeribilità, al lievito madre custodito e rinnovato da oltre venticinque anni, fino alla selezione delle migliori materie prime provenienti dalle eccellenze del territorio campano.
La ricerca sugli impasti è uno degli elementi distintivi del progetto. Accanto all’impasto verace convivono interpretazioni contemporanee, come quelle alla curcuma e al carbone vegetale, pensate per offrire esperienze sensoriali diverse senza mai perdere il legame con la tradizione. Ogni lavorazione nasce da un equilibrio rigoroso tra tecnica, tempi di maturazione e qualità degli ingredienti.
Il menu è in continua evoluzione e racconta il territorio attraverso una proposta che va oltre la pizza tradizionale. Montanare, pagnottielli e creazioni gourmet diventano espressione di una visione che unisce cultura gastronomica, creatività e identità.
I vini
Ogni proposta che ci viene presentata, è valorizzata da una selezione di vini, bollicine e abbinamenti studiati per esaltarne caratteristiche e sfumature presentati dai fratelli proprietari di Villa Matilde Avallone vini, azienda agricola vitivinicola che produce vini di qualità in Campania, nei territori dall’ alto casertano, al Sannio beneventano, all’ Irpinia. Vini, alcuni dei quali antichi che venivano importati da Roma di cui si trovano tracce nei racconti di Plinio e nei versi di Virgilio, Marziale e Orazio, vini che, negli anni Ottanta Francesco Paolo Avallone, avvocato e appassionato di vini antichi decise di riportare in vita così, insieme a un gruppo di studiosi, tra cui docenti della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli, avvia un lungo lavoro di ricerca tra testi storici, territorio e vitigni. Dopo anni di studi, vengono individuati alcuni ceppi sopravvissuti alla fillossera di fine Ottocento, riconducibili alle varietà originarie del Falerno. Quelle viti vengono ripiantate nel territorio del Massico, l’Ager Falernus proprio dove un tempo prosperavano, dando vita a un progetto destinato a durare nel tempo producendo il Falerno, il vino più celebre dell’antica Roma, scomparso per secoli. Nel 1985 la seconda generazione, Maria Ida e Salvatore Avallone, (figli di Matilde da cui prende il nome l’azienda), raccoglie l’eredità del fondatore e ne sviluppa la visione con spirito imprenditoriale esportando in tutto il mondo gran parte della produzione.

Oggi Santucci Taste Experience rappresenta un punto di riferimento nel panorama della pizza napoletana contemporanea: un brand costruito su competenza artigianale, ricerca costante e riconoscibilità, capace di trasformare la pizza in un’esperienza che unisce storia, tecnica ed emozione.

“La filosofia che guida il progetto – ci dice Salvatore – è racchiusa in una frase che da sempre rappresenta la mia visione L’arte di vestire la tradizione perché la tradizione va custodita, rispettata e tramandata, ma può anche essere reinterpretata con sensibilità, ricerca e personalità, senza mai smarrirne l’essenza”.

RAFFAELE BONETTA PIZZERIA “La casa della pizza contemporanea” nel cuore del Vomero via Cimarosa 144 a fianco del Parco di Villa Floridiana a pochi passi dalla funicolare ci accoglie per la cena.
Ambiente raffinato e moderno “pettinato” si direbbe a Milano. Qui la pizza è molto più di un semplice alimento è , “scienza degli impasti e poesia del gusto”.
Il Menù
Fiore di zucca fritto in temperatuta e olio agli agrumi
Riporto Cosacca montanara con ragù vegetale di pomodori di stagione,latticello di bufala addensato e grattugiato.
Ratatuille, fondo vegetale verdure, fior di latte, julienne di zucchina trombetta ed il suo fiore, peperone corno, melanzana viola, ricotta di bufala affumirata.
Annurca: padellino con acqua fermentata di mela annurca, ricotta e siero di bufala, con concassè di mela calda e caramello salato.
La storia di Raffaele Bonetta racconta un percorso fatto di passione, studio e continua ricerca. Cresciuto nella storica pizzeria di famiglia Ciarly, muove i primi passi tra farine, forni accesi e impasti, sviluppando fin da giovane una profonda curiosità per i processi di trasformazione della materia.

L’osservazione del mondo della panificazione segna l’inizio di un rapporto quasi scientifico con gli impasti. Dopo gli studi alberghieri, approfondisce la scienza alimentare e la nutrizione, completando la propria formazione all’Alma, dove acquisisce una visione del cibo che unisce tradizione, tecnica e cultura. Da qui nasce una filosofia che considera gli impasti organismi vivi, da comprendere e governare attraverso conoscenza ed esperienza.

Non è un caso che Albert Sapere, direttore editoriale di “50 Top Pizza”, lo abbia definito «il gran sacerdote degli impasti». Oggi Bonetta è infatti riconosciuto come uno dei maggiori esperti italiani di lievitazione e panificazione applicata alla pizza contemporanea, oltre a essere docente presso l’Accademia Nazionale Pizza Doc.
Nel suo laboratorio al Vomero, che ama definire semplicemente “lab”, la pizza diventa terreno di sperimentazione. Tre forni differenti consentono di interpretare altrettanti stili di cottura, dalla tradizione napoletana alle lavorazioni più moderne. Un approccio che non rinnega il passato, ma lo utilizza come base per costruire nuove prospettive.

Questa visione trova piena espressione nel progetto “Cambio Pelle”, con cui Bonetta porta avanti una riflessione sul rapporto tra tecnica, materia prima e identità gastronomica. Al centro non c’è soltanto la qualità degli ingredienti, considerata un presupposto indispensabile, ma soprattutto la capacità di trasformarli attraverso un’idea. In questo percorso l’impasto assume un ruolo centrale, diventando protagonista del piatto e non semplice supporto per il topping.

Tra le tecniche più rappresentative emerge la doppia cottura, fritto e forno, utilizzata per ampliare le possibilità espressive della pizza senza tradirne l’anima. Una scelta che permette di ottenere nuove consistenze e complessità aromatiche, mantenendo saldo il legame con la tradizione napoletana.
Il menù rispecchia la sua filosofia di qualità degli ingedienti e tecnica degli impasti:

Il suo lavoro è stato premiato dalle più importanti guide di settore. Tra i riconoscimenti spiccano i Tre Spicchi del Gambero Rosso, il premio “Rivelazione dell’Anno 2025” assegnato da Le Guide Pizza&Cocktail di Identità Golose e il premio “Apertura dell’Anno” ai Pizza Doc Awards per il nuovo locale del Vomero. A questi si aggiungono importanti piazzamenti nelle classifiche internazionali di 50 Top Pizza e The Best Pizza Awards.

Al di là dei riconoscimenti, Bonetta continua a raccontare la pizza con un linguaggio semplice: dalle mani al cuore. Per lui la pizza è relazione, emozione e cultura, un equilibrio tra scienza e tradizione che trasforma un gesto antico in una ricerca continua.

È questa la sua cifra distintiva: innovare senza perdere il legame con le proprie radici, trasformando la pizza in un racconto che parte dalla terra, passa per le mani e arriva direttamente al cuore.

I CAPORALE la pizzeria di Casalnuovo “Alla scoperta di Caporalotto”
I Fratelli Caporale Raffaele Caporale e Giuseppe Caporale, conosciuti come I Fratelli Caporale, oggi sono un simbolo di come tradizione e innovazione possano convivere, guidati dalla voglia di lasciare il segno nel cuore, e nel palato, dei clienti.

I Fratelli Caporale a Casalnuovo, in provincia di Napoli, continuano a scrivere una storia di famiglia fatta di gusto e autenticità, partita dal cuore di Napoli, nel Rione Sanità.
Oggi i Caporale hanno abbandonato i rioni del centro di Napoli per Casalnuovo località della prima fascia metropolitana dove si sono costruiti ex novo, il “loro” locale struttura ampia “cucita” ad hoc sulle loro esperienze ideale per la funzionalità, due forni, arredamento da design e addirittura con un terreno contiguo per verdure più che a km.zero, fatte in casa.

Raffaele Caporale napoletano doc classe 1994, rappresenta un esempio di passione per la pizza napoletana. Il suo percorso, affonda le radici nella storia di famiglia, nel quartiere storico del Rione Sanità di Napoli. Ha iniziato il suo percorso da pizzaiolo a soli 14 anni, seguendo le orme del padre e del fratello maggiore. Il suo apprendistato è avvenuto nel locale Mon Premier, dove ha vissuto da vicino l’evoluzione dell’attività di famiglia: da dipendente, il padre è diventato titolare, coinvolgendolo in ogni fase del cambiamento. Questo percorso di crescita condiviso ha portato, nel 2023, alla nascita della pizzeria I Caporale, realtà in cui Raffaele fonde tradizione, innovazione e attenzione alla qualità.

Per Raffaele Caporale, essere pizzaiolo significa restare fedeli alla vera essenza di questo mestiere. In un’epoca in cui molti si avvicinano alla pizza con un approccio quasi scientifico, lui sceglie di valorizzare l’autenticità e il sapore, senza perdere di vista la tradizione. Ogni pizza che esce dal forno deve essere curata nei dettagli e capace di regalare un’esperienza unica anche nelle varianti più semplici come la Marinara o la Margherita, ciò che conta è il carattere, la qualità e il rispetto della vera arte della pizza. Cura che viene rispettata anche nella scelta dei piatti che variano di forma e colore ad ogni portata richiamando il tono delle pareti del locale o la sfumatura del contenuto così il piatto diventa strumento di narrazione gastronomica: superfici materiche, estetica e ricerca cromatica rendono la tavola un’estensione dell’esperienza gourmet e il brand diventa riferimento di un nuovo modo di vivere l’arte culinaria.

Giuseppe Caporale, il fratello, è nato anche lui a Napolinel 1991 è una testimonianza viva di quanto un mestiere antico come quello del pizzaiolo possa diventare terreno fertile per l’innovazione. Insieme al fratello Raffaele e sotto la guida del padre Domenico ha costruito un’identità forte e riconoscibile, rivoluzionando il modo di pensare agli impasti. Formazione Ha iniziato il suo percorso accanto al padre, ma ha poi arricchito la sua formazione con esperienze personali, osservando, studiando e sperimentando in autonomia. Da sempre, il suo obiettivo è dare un’identità precisa a ogni aspetto del lavoro: dagli impasti agli abbinamenti, fino alla comunicazione.

Che si tratti di farine antiche o di tecniche contemporanee, ciò che conta per lui è creare qualcosa che lo rappresenti davvero. La sua è una dedizione totale, guidata da una passione autentica per il mestiere. Non potrebbe immaginare un’altra strada: ogni giorno rappresenta una nuova sfida, e ogni pizza è concepita per raccontare un pezzo della sua identità e di quella del suo team. Il suo lavoro è un equilibrio continuo tra rispetto per le radici familiari e apertura all’innovazione, dove tradizione e sperimentazione convivono in armonia.

L’impasto secondo I Fratelli Caporale nasce dall’equilibrio tra tradizione e ricerca costante della qualità. Un blend di farina 0 e cereali antichi firmato Varvello, con una percentuale del 30% di questi ultimi, permette di riscoprire i profumi e i sapori autentici delle pizze di una volta. Il processo prevede 36 ore di maturazione seguite da 12 ore di lievitazione, per ottenere una pizza croccante, leggera e altamente digeribile, capace di esaltare ogni ingrediente e offrire un’esperienza genuina ad ogni assaggio.

Materie prime Per I Fratelli Caporale
La qualità delle materie prime è il fondamento su cui si costruisce ogni pizza. Ogni ingrediente è selezionato con cura: dalle farine fresche e ricche di proprietà nutrizionali, ai pomodori dal gusto intenso, fino ai latticini genuini e ai prodotti freschi provenienti da fornitori di fiducia. L’obiettivo è offrire un impasto facilmente digeribile e un’esperienza di gusto autentica, dove ogni elemento contribuisce a creare un equilibrio perfetto.

Specialità de I Fratelli Caporale
Tra le creazioni più rappresentative spicca il Caporalotto, un padellino croccante che valorizza al massimo la struttura dell’impasto. Accanto a questa proposta innovativa, resta forte il legame con la tradizione, esemplificato dalla pizza Napoletana: crema di friarielli, friarielli saltati, sbriciolata di salsiccia e provola affumicata. Un’esplosione di sapori autentici che racconta l’essenza della loro cucina

DIAMETRO 3 di Antonio Tancredi a Casoria la sua pizza come sinonimo di qualità, convivialità e dimensione
Antonio Tancredi, nato a Napoli, ma cresciuto a Casoria, spinto da passione e resilienza decide, proprio in uno dei più popolosi comuni della provincia di Napoli, di dare vita alla tradizione della pizza napoletana nel luogo in cui lo ha visto crescere come uomo e come pizzaiolo. La sua idea di spazio e di unione familiare si concretizza con l’apertura nel 2018 di Diametro 3.0, luogo di nuova dimensione del sapore. Nel cuore del Comune di Casoria ai confini della città di Napoli

Antonio Tancredi, un nome che racchiude il senso di tutto il lavoro e la passione, non nasce figlio d’arte ma l’amore per l’arte della pizza è innata tanto da portarlo a diplomarsi proprio con un esame finale sulle modalità di creazione e preparazione dell’impasto. Antonio con il fratello Pasquale, con la signora Bianca prima e con il cognato poi, decide di dare vita ad una nuova idea di pizza a Casoria, proponendo un modello fuori dal comune attraverso l’unione tra attenzione, professionalità e ricerca autentica di materie prime di qualità.

“Sono un predestinato, quando i professori mi chiedevano cosa mi sarebbe piaciuto fare da grande la mia unica risposta era sempre uguale ovvero fare la pizza”
E così, finita la scuola, Antonio inizia ad appassionarsi ancora di più al mondo della pizza leggendo i ricettari, seguendo corsi on line ma soprattutto facendo la gavetta nel cuore del centro storico di Napoli. Parte da zero come aiuto cuoco, supporto alla friggitoria, rider, supporto al forno; vede, apprende, immagina e così un sabato di ottobre del 2018, nel cuore del comune che lo ha visto crescere fin dall’età di sei anni, nasce e si concretizza il sogno di Antonio Tancredi di dare vita alla tradizione della pizza napoletana.

Antonio Tancredi nella sua nuova visione e dimensione del sapore e del gusto della pizza, mette al centro di tutto la ricerca di ingredienti di qualità, scelti con cura ed attenzione dall’aglio, alla mozzarella, al pomodoro e al basilico. Per questo si affida nella scelta delle materie a piccoli produttori locali per avere sempre il meglio nel suo menù che segue la stagionalità, dai funghi alle castagne, dai peperoni, zucchine, melanzane, ai peperoncini del fiume. Antonio testa le materie prime e gli ingredienti, li unisce e crea la pizza che però non mette subito a menù ma la fa’assaporare ai clienti in attesa di un loro riscontro. Se il riscontro è positivo allora la pizza è pronta per essere messa a menù e proposta nella sua pizzeria Diametro 3.0. “Ciò che piace a me non conta, conta ciò che piace alle persone” – puntualizza Antonio che ci racconta – “All’inizio degli anni 2000, quando abbiamo maturato l’idea di aprire una pizzeria, nell’area di Casoria mancava un locale con il nostro format era un sogno ma lo abbiamo realizzato. Ampi spazi, un ambiente che mette a proprio agio tutti, dal dal gruppo di amici, alle famiglie fino agli incontri di lavoro possiamo accogliere tutti, dalle salette riservate agli spazi all’aperto con gazebo vista Vesuvio. La nostra idea di stare in Provincia ci ha permesso di osservare con il giusto distacco le nuove tendenze e prospettive con diversi angoli di visuale in ambito gastronomico avendo come stella polare la ricerca e la scelta di materie prime di assoluta qualità”.

La più grande soddisfazione per Antonio Tancredi è quando le persone scelgono quotidianamente le sue pizze e il suo locale, quando ai bambini si illuminano gli occhi nel vedere la pizza in tavola, quando le persone lo chiamano con il suo nome, quando tornano e portano gli amici da qui comprende che il suo lavoro, la sua passione, le sue pizze hanno fatto breccia nel cuore della gente, riscontri reali che gratificano al pari delle piu entusiastiche recenzioni
