
Sabato 26 a Santena e Domenica 27 settembre a Revigliasco Torinese – Il designer Fabrizio Giugiaro sarà tra i protagonisti del Festival Car 2026, partecipando in veste di giudice del Concorso d’Eleganza e portando in esposizione fuori concorso tre vetture d’eccezione: le due recentissime one-off Top. L e Top. J, create in collaborazione con Lapo Elkann, e la celebre Bugatti EB 112 appartenente alla Collezione Giorgetto e Fabrizio Giugiaro.
L’evento offre al pubblico l’occasione di ammirare da vicino queste creazioni uniche dopo l’entusiastica accoglienza ricevuta in anteprima mondiale al recente Salone Auto Torino.
Top. L e Top. J: libertà creativa e passione senza confini
Prendere una delle automobili più piccole e accessibili in circolazione e trasformarla in qualcosa di sorprendente, capace di regalare emozioni e divertimento. È da questa idea che Fabrizio Giugiaro e Lapo Elkann sono partiti per dare vita a Top. L e Top. J, due interpretazioni inedite della nuova Fiat Topolino.
Alla base del progetto ci sono un’amicizia di lunga data, il comune amore per l’automobile e il design e, soprattutto, la voglia di sperimentare. Per la loro prima collaborazione, Fabrizio e Lapo hanno scelto volutamente di non partire da un’auto potente o irraggiungibile, guidati dalla convinzione condivisa che la passione automobilistica prescinda dal numero di cavalli. Due piccoli esercizi di libertà creativa nati per dimostrare coTop. L (Love): Bassa, aperta, essenziale e con una buona dose di irriverenza. È l’anima più emozionale e sportiva del progetto: una due posti secchi trasformata in una piccola speedster dal carattere deciso. L’ispirazione arriva dal mondo delle sportive più iconiche e ribelli, tra cui la leggendaria “Little Bastard” di James Dean. L’abitacolo è rivestito in cuoio color acquamarina con inserti in Alcantara, coordinato alla carrozzeria acquamarina opaca.me anche l’auto più semplice possa diventare desiderabile e unica.

Top. L (Love): Bassa, aperta, essenziale e con una buona dose di irriverenza. È l’anima più emozionale e sportiva del progetto: una due posti secchi trasformata in una piccola speedster dal carattere deciso. L’ispirazione arriva dal mondo delle sportive più iconiche e ribelli, tra cui la leggendaria “Little Bastard” di James Dean. L’abitacolo è rivestito in cuoio color acquamarina con inserti in Alcantara, coordinato alla carrozzeria acquamarina opaca.

Top. J (Joy): Cambia completamente le regole del gioco introducendo una configurazione a quattro posti su una Topolino lunga meno di tre metri, disposti schiena contro schiena. La livrea blu e verde rende omaggio alla Ferrari 166 MM degli anni Cinquanta dell’Avvocato Gianni Agnelli e a Umberto Agnelli. Priva di tetto tradizionale, adotta un telo di protezione dal sole e dalla pioggia e interni sofisticati in spugna e cuoio.
Fabrizio Giugiaro: «Questo progetto nasce prima di tutto dalla voglia di divertirci facendo design. Mi affascinava l’idea di partire da un’automobile piccola, semplice e accessibile come la Topolino e vedere fin dove potevamo spingerci, lasciandoci guidare dall’emozione e dalla creatività. Con Lapo condividiamo da sempre un modo molto libero di guardare all’automobile: non importa quanto sia grande, potente o costosa. Se c’è un’idea forte, qualsiasi macchina può diventare speciale.»
Lapo Elkann: «Con Fabrizio volevamo fare qualcosa insieme da molto tempo. Ci uniscono l’amicizia, la passione per le auto, il design e il motion e soprattutto il pensiero laterale. Ci siamo divertiti a trasformare la Topolino, giocando con colori, materiali e volumi. Il nome delle due vetture trae ispirazione da Love per la Top. L e da Joy per la Top. J, due elementi alla base del pensiero creativo ed emotivo. Le due auto sono molto diverse, ma hanno lo stesso spirito: sono libere, irriverenti, autentiche. Per me l’automobile deve trasmettere emozioni, qualunque sia la sua cilindrata, il suo prezzo o la sua velocità. Se riesce a farti sorridere ancora prima di salirci, allora hai creato qualcosa di speciale».
La Bugatti EB 112 e la Collezione Giorgetto e Fabrizio Giugiaro
A completare la presenza fuori concorso al Festival Car 2026 vi sarà la straordinaria Bugatti EB 112, auto iconica e unica custodita all’interno della Collezione Giorgetto e Fabrizio Giugiaro.
Riconosciuta ufficialmente come Museo N. 300 dalla Commissione Storia e Musei ASI, la Collezione raccoglie quasi 50 vetture, concept, prototipi e modelli di stile che ripercorrono lo straordinario percorso creativo di Giugiaro attraverso le tappe in Bertone, Ghia, Italdesign e GFG Style.
La raccolta si distingue per una caratteristica unica nel panorama automobilistico: i suoi custodi sono gli stessi designer che hanno immaginato e disegnato le vetture presenti. Non solo un archivio di forme e modelli, ma una vera e propria memoria viva del design automobilistico.
Per maggiori dettagli e per scoprire la storia dei modelli, è possibile visitare il sito ufficiale:
www.giorgettofabriziogiugiaro.it/collezione
1993 – Bugatti EB 112 Prototipo
Acclamata al suo debutto nel 1993, la Bugatti di Giugiaro unisce la categoria del lusso classico e la solenne tradizione del marchio con il design contemporaneo.
Questo prototipo è uno dei soli tre esemplari di Bugatti EB112 mai costruiti e fa parte della Collezione Giugiaro.
La storia della Bugatti EB112 si lega a Romano Artioli, proprietario del marchio, e al suo desiderio di creare, attraverso il design di Giugiaro, una nuova ammiraglia “erede” per la famiglia Bugatti, da assemblare nel suggestivo nuovo stabilimento di Campogalliano.
La Bugatti EB112 fece la sua comparsa nel 1993 e fu descritta come un capolavoro che segnò un momento fondamentale nella storia del design automobilistico: un ritorno al classicismo interpretato con un’inaspettata freschezza creativa. Nel rilanciare il mito Bugatti, Giugiaro esplorò un linguaggio neoclassico, recuperando i valori della storia dell’automobile e traducendoli in una nuova espressione contemporanea.
Il designer partì da un’attenta analisi dei modelli Bugatti del passato, tra cui la Type 55 del 1932 e la Type 57 S Atlantic del 1936, attingendo dalle loro qualità estetiche e funzionali per conferire al nuovo modello la medesima forza espressiva. Per reinterpretare il tradizionale carattere sportivo di Bugatti, Giugiaro concepì una carrozzeria fastback con un abitacolo generoso, paragonabile per spazio e comfort a quello di una berlina di prestigio.
Il risultato univa una tecnologia all’avanguardia, caratterizzata da una carrozzeria in alluminio e un telaio in fibra di carbonio, una soluzione inedita per una vettura di questa tipologia. La EB112 divenne così una sintesi di prestazioni, prestigio e design raffinato, in perfetta sintonia con la tradizione del marchio.
L’auto non entrò mai in produzione a causa delle difficoltà finanziarie che travolsero Bugatti all’epoca, e vennero realizzati soltanto tre prototipi; ciò rende questo esemplare una testimonianza eccezionalmente rara del progetto e della visione di Giugiaro per il rilancio del brand.
