
Il gusto italiano incontra il paesaggio svizzero e si trasforma in confronto, condivisione e scoperta. Grande partecipazione ed entusiasmo hanno accompagnato la settima tappa del Festival della Cucina Italiana in Svizzera, ospitata al Seerestaurant Schlüssel Da Andrea, a Immensee, sulle rive del Lago di Zugo. Protagonista della serata, l’incontro tra la cucina dello chef resident Andrea Spitaleri, la pizza della resident pizza chef Carmen Bulla e la visione di Denis Lovatel, celebre ideatore della Pizza di Montagna e alla guida di Denis Pizza a Milano, insignita dei 2 Spicchi Gambero Rosso e inserita tra le Pizzerie Eccellenti di 50 Top Pizza Italia 2026.
Nel suggestivo scenario del Lago di Zugo, la proposta gastronomica ha trovato espressione nell’incontro tra la cucina mediterranea di Andrea Spitaleri, chef e titolare del ristorante di origini siciliane, e l’approccio di Denis Lovatel, che ha portato a Immensee la propria idea di pizza, maturata attraverso una ricerca che unisce tecnica, sostenibilità e valorizzazione integrale degli ingredienti.

«Mi piace ripetere che la mia pizza non è né napoletana né romana. La mia è la “pizza Denis”, nata nel 1977 da una ricetta di famiglia e sviluppata da me nel corso degli anni – spiega Denis Lovatel –. È una pizza fine e croccante, con un cornicione che mantiene la stessa consistenza. Un’altra caratteristica è l’assenza di sale nell’impasto: la sapidità viene ricavata dall’utilizzo delle spezie. L’ho definita “pizza di montagna” perché si fonda sul rispetto dei prodotti e sul loro utilizzo integrale, compresi quelli che spesso vengono considerati scarti, secondo una cultura che appartiene da sempre alle comunità montane». Un approccio che mette al centro il territorio, le sue risorse e la qualità delle materie prime, in piena sintonia con la filosofia del Festival, che promuove il dialogo tra culture gastronomiche e valorizza il patrimonio della cucina italiana anche attraverso il confronto con le realtà locali.

Al centro dell’esperienza anche la cucina di Andrea Spitaleri, chef e titolare del ristorante, che interpreta la tradizione italiana attraverso ingredienti selezionati, attente preparazioni esprsse e una proposta gastronomica che spazia dalla pasta fatta in casa ai primi e secondi piatti, fino alla pizza cotta nel forno a pietra. Una cucina legata alle radici mediterranee, ma capace di dialogare con il territorio che la ospita, come spiega lo stesso chef: «La mia idea di cucina parte dalle radici italiane, ma vive nel territorio in cui ho scelto di lavorare. Voglio portare in tavola sapori riconoscibili, valorizzando le materie prime italiane e, allo stesso tempo, aprendomi al gusto e alla cultura della Svizzera. Credo che la cucina sia anche questo: mantenere viva la propria identità, senza rinunciare alla curiosità e alla possibilità di incontrare nuove tradizioni. È uno scambio che arricchisce il mio lavoro e dà valore a ogni piatto».

Un dialogo tra tradizione, territorio e professionalità che trova espressione anche nel lavoro di squadra, come evidenzia la pizza chef resident Carmen Bulla: «Il Festival è una bellissima occasione per condividere esperienze, valorizzare il lavoro dei professionisti e far conoscere la la nostra gastronomia. Sono orgogliosa di aver contribuito a un progetto che mette al centro la qualità, la passione per il proprio mestiere e la capacità della cucina italiana di creare legami e unire persone e culture».

La settima tappa ha ribadito così il valore del Festival come piattaforma di incontro tra professionisti della ristorazione, capace di mettere in relazione esperienze differenti e di promuovere la cultura gastronomica italiana oltreconfine. Un percorso nel quale la cucina diventa strumento di dialogo e la valorizzazione dei prodotti locali si integra con la tutela delle identità italiane.
Ideato, organizzato e diretto da Carla Botta, il Festival della Cucina Italiana in Svizzera prosegue il suo itinerario fino al 4 novembre 2026, coinvolgendo nove città e dieci ristoranti con appuntamenti dedicati all’alta cucina, alla pizza contemporanea e all’arte bianca. Nel segno del claim “We Are Together”, il progetto promuove la cucina italiana come patrimonio culturale, strumento di dialogo tra territori e ambasciatrice del Made in Italy nel mondo.
Il prossimo appuntamento è in programma il 2 novembre a Basilea, presso il ristorante Aroma, per l’ottava tappa del Festival. Protagonisti della serata saranno lo chef Lino Scarallo, già una stella Michelin al Ristorante Palazzo Petrucci di Napoli, e il pizza chef Davide Ruotolo, anch’egli legato a Palazzo Petrucci, riconosciuto nel panorama internazionale della pizza dalle classifiche 50 Top Pizza Italia e 50 Top Pizza World 2026. Ad accoglierli saranno lo chef resident Mauro D’Orazio e il founder di Aroma,Stefano Giovannini, per un nuovo incontro all’insegna della condivisione, della cultura gastronomica italiana e del dialogo tra professionisti del settore.
