
Dal 27 al 29 novembre 2026, la Fiera di Padova ospita una nuova convention internazionale del tatuaggio che riunisce oltre cento artisti italiani e internazionali, contest, premi, concerti, DJ set e contaminazioni tra arti visive e culture urbane.
Un appuntamento che guarda oltre il mondo del tattoo per raccontarne l’evoluzione come fenomeno artistico, culturale e di lifestyle, tra tradizioni che attraversano i secoli e tendenze che ridisegnano il modo di vivere il corpo.
Per tre giorni la pelle diventa una tela, la Fiera un luogo di incontro tra community e generazioni, e Padova il punto di contatto fra il proprio patrimonio artistico e nuovi linguaggi del contemporaneo. Un’esperienza pensata tanto per chi colleziona tatuaggi da anni quanto per chi vuole avvicinarsi a questo universo, scoprendone da vicino la tecnica, le storie gli stili e soprattutto… i grandi protagonisti.

A Padova l’arte è parte dell’identità urbana. Gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni hanno rivoluzionato la rappresentazione della figura umana, dello spazio e delle emozioni, lasciando un’eredità che continua a parlare al presente. È in questo contesto che il tatuaggio trova una nuova chiave di lettura: una forma di espressione visiva che lavora sul corpo, sulla composizione, sul simbolo e sulla memoria. Ma anche un ornamento e una moda.
Il dialogo tra patrimonio storico della città e linguaggi contemporanei è già stato al centro di «Beyond the Marks – Ancient Rituals, Modern Voices», la mostra che dal 5 al 21 giugno 2026 ha portato il tatuaggio al Centro Culturale Altinate San Gaetano, esplorandone le radici rituali e le interpretazioni contemporanee.

Padova InkShow raccoglie idealmente quel percorso e lo trasforma in un’esperienza partecipata, qui le opere non si limitano più a essere soltanto osservate: prendono forma davanti al pubblico.
Tra i dettagli più legati all’identità della città spicca la lingua di Sant’Antonio, protagonista di tutti i premi firmato da El Rana. Un simbolo immediatamente riconoscibile che entra nella convention creando un ponte tra la tradizione simbolica padovana e la cultura internazionale del tatuaggio. Un riconoscimento che porta con sé il carattere del luogo e rende il legame con il territorio parte integrante dell’evento.

Padova InkShow nasce proprio a Padova, all’interno di Hurt Me Babe, studio nel centro storico, dall’incontro tra tatuatori, imprenditori e professionisti che hanno scelto di costruire un progetto destinato a durare.
A guidarlo sono Alex Toniato e Alberto Dogo fondatori dello studio Hurt me Babe con Fabrizio Bruno, responsabile della direzione creativa.
Alle spalle ci sono oltre quindici anni di esperienza nelle convention italiane e internazionali, relazioni con artisti e operatori del settore. E la volontà di riportare Padova al centro di una scena creativa globale.
Il cuore di InkShow è l’incontro diretto con gli artisti. Tra gli stand sarà possibile osservare il lavoro dal vivo, confrontare portfolio, scoprire tecniche e stili e prenotare un tatuaggio con il professionista scelto.
La selezione internazionale racconta un settore in cui le tradizioni continuano a evolvere e le contaminazioni tra tatuaggio, illustrazione, pittura, grafica e cultura pop diventano sempre più interessanti.
Tra le estetiche più sorprendenti della tattoo culture contemporanea c’è quella di Flipshades, artista che trasforma la pelle in una superficie grafica, giocando con l’illusione di sticker, toppe ricamate e immagini tridimensionali. Il suo stile patchwork porta sul corpo composizioni che sembrano applicazioni cucite sulla pelle, con un effetto visivo immediato, ironico e fuori dagli schemi. Accanto agli effetti 3D e alle suggestioni psichedeliche, il suo lavoro intercetta il dialogo sempre più stretto tra tatuaggio, illustrazione, streetwear e cultura pop.
Da Singapore arriva Nicckuhori, nome d’arte di Niccku Woo, interprete della tradizione giapponese dal 1998 e legato alla scuola del maestro Horiyoshi III. Il suo linguaggio si esprime attraverso grandi composizioni che seguono l’anatomia. È una visione del tatuaggio in cui tecnica, disciplina e progettazione sono inseparabili.
Il Giappone diventa materia di reinterpretazione nella ricerca di Jesus “Jee” Sayalero, fondatore di Human Fly Tattoo a Madrid dopo un percorso tra Venezuela ed Europa. Al neo-irezumi affianca pittura e scultura, allargando i confini del linguaggio tradizionale.
Noa Palmisano intreccia invece tatuaggio giapponese e pittura a olio, con una ricerca dedicata alla figura femminile già presentata a Beyond the Marks.
Dalla Spagna arriva anche Rostro Valseca, al secolo Luis Valseca, cresciuto nella scena graffiti della Barcellona degli anni Novanta e oggi riconoscibile per l’incontro tra blackwork e immaginario orientale.
Oash, tra i nomi seguiti del neotraditional europeo, combina suggestioni giapponesi e riferimenti alla pittura rinascimentale.
L’Italia porta in convention altrettante storie e identità: Pennyboy, nome d’arte di Massimiliano Pennella, milanese e tatuatore giramondo, ha collezionato oltre cento riconoscimenti dal 2016, tra cui il Best of Traditional alle Hawaii. L’artista reinterpreta il traditional americano con sensibilità contemporanea.
Gianluca Artico, attivo dai primi anni Novanta, rappresenta una generazione che ha contribuito a costruire la scena italiana. Il suo riferimento è il traditional californiano, con un’estetica che affonda le radici nella storia del tatuaggio occidentale.
Manuel Clementoni porta il realismo, forte di riconoscimenti ottenuti nelle competizioni di settore, mentre Marco Galdo sviluppa un linguaggio ornamentale e geometrico basato sul dotwork, la tecnica che costruisce immagini attraverso punti e densità. Norina esplora il rigore dell’ornamentale, tra precisione e armonia delle forme. Chiude il percorso Otto D’Ambra, milanese di base a Londra, formatosi all’Accademia di Brera e attivo anche nel disegno e nell’incisione: lavora esclusivamente in nero, con un immaginario surreale che richiama le tavole illustrate e le tecniche grafiche di altri tempi.
È proprio questa pluralità a rendere la convention uno spaccato della tattoo culture internazionale: dal traditional al giapponese, dal realismo al black & grey, dall’ornamentale al geometrico, dal blackwork al neotribal, fino al lettering, al neotraditional, al manga e alle sperimentazioni più astratte e inattese.
Se le grandi composizioni giapponesi raccontano la forza della tradizione, le linee sottili del fine line fotografano una delle direzioni più interessanti del gusto contemporaneo.
Accanto al fine line si affermano i linguaggi delle nuove generazioni: il doodle tattoo, con il suo tratto spontaneo e illustrativo, e il manga panel, che porta sulla pelle l’estetica delle vignette e del fumetto giapponese.
Allo stesso tempo, blackwork e neotribal dimostrano come il segno possa diventare una presenza visiva forte, grafica e identitaria.
Cambia anche il modo di valutare un tatuaggio: non conta soltanto l’impatto del disegno appena realizzato, ma la sua capacità di mantenere nel tempo linee definite, dettagli leggibili e armonia cromatica. È questo il principio del Best Healed, il contest dedicato ai tatuaggi già cicatrizzati, che premia i lavori per la qualità del risultato. Un approccio che riconosce nel tatuaggio un’opera destinata a vivere con il corpo.
A InkShow anche tanta musica, un altro linguaggio della cultura urbana. La line-up attraversa rap, trap, rock, country ed elettronica, mettendo insieme artisti che arrivano da scene diverse ma condividono ricerca sonora, identità e contaminazione.
Tra i nomi più attesi c’è Boss Doms, al secolo Edoardo Manozzi, produttore, chitarrista e DJ romano, noto per il suo sodalizio artistico con Achille Lauro. Architetto del suono di brani e performance che hanno portato l’elettronica e l’attitudine underground sui grandi palchi del pop italiano, Boss Doms incarna il dialogo tra sperimentazione e cultura mainstream.
Dal Veneto arriva Nex Cassel, attivo nella scena hip hop dagli anni Novanta e fondatore del collettivo Adriacosta. Il titolo di un suo album, Vera Pelle, sembra già dialogare con il mondo della convention. A rappresentare la voce ufficiale di InkShow sarà Space One, nome storico del rap italiano e cofondatore nel 1992 della crew Spaghetti Funk insieme a J-Ax e Raptuz. Il suo rapporto con il tatuaggio non è soltanto musicale: lo conosce anche attraverso l’esperienza diretta di tatuatore.
La componente rock è affidata ai Cara Calma, band bresciana attiva dal 2017 e arrivata al quarto album, Itami, mentre Fish & Chicks porta sul palco le sonorità country, honky-tonk e rockabilly. La scena locale è rappresentata dalla voce padovana di Serena Variabile.
Sul fronte elettronico, Wairaki, producer legato anche al mondo della trap e a collaborazioni con Tony Boy, porta un percorso sonoro che attraversa produzione contemporanea e ricerca strumentale, segnata anche da un progetto nato dopo un viaggio in Perù. Completano il programma il romeno Just2, alias Radu Florin, e il livornese Thom Treud, nome d’arte di Thomas Mancino, con sonorità che spaziano tra house, tech house e techno.
La competizione è uno dei momenti centrali della convention. Le giurie valutano tecnica, composizione, coerenza con lo stile e originalità, mentre le riprese e la proiezione delle valutazioni su schermo consentono al pubblico di seguire il confronto da vicino e comprendere quanto lavoro si nasconda dietro ogni tatuaggio.
Venerdì 27 novembre si apre con Best Healed, Best Traditional e Best Figurative Dot Work.
Sabato 28 novembre è la giornata dedicata a neotraditional, lettering, anime e manga, new school e cartoon, blackwork e realistic. Domenica 29 novembre entrano in gara ornamental, japanese, black & grey, color e Best Collaboration, il premio riservato ai lavori realizzati a più mani.
Ogni giornata assegna il proprio Best of the Day.
Domenica, i vincitori delle tre giornate si confrontano per il Best of the Show, il riconoscimento conclusivo della manifestazione. Accanto alle categorie tecniche, il premio speciale firmato da El Rana, ispirato alla lingua di Sant’Antonio di Padova.
Due palchi scandiscono l’intero programma: il Main Stage, dedicato a contest e talk, e lo Show & Entertainment Stage, riservato a concerti, DJ set e ospiti. Attorno, espositori, brand, workshop, food truck e area sportiva ampliano l’esperienza, facendo della Fiera uno spazio da attraversare e vivere per l’intera giornata.
Padova InkShow nasce con l’ambizione di costruire un appuntamento stabile, capace di mettere in relazione artisti, appassionati, professionisti e pubblico, valorizzando il patrimonio creativo della città e aprendolo a una dimensione internazionale.
Per chi ama il tatuaggio, sarà l’occasione per incontrare alcuni protagonisti della scena internazionale e assistere alla nascita di nuovi lavori.
Per chi segue musica e cultura urbana, un fine settimana imperdibile tra live, DJ set e linguaggi contemporanei.
Per chi è semplicemente curioso, un modo per guardare da vicino una pratica antica che continua ad affascinare e a trovare sempre più proseliti.
Info: padovainkshow.com
