Corinaldo dove Halloween è festa e spettacolo: taverne, strade e piazze tra incantesimi, magia e musica per “bambini” di tutte le età

Corinaldo dove Halloween è festa e spettacolo: taverne, strade e piazze tra incantesimi, magia e musica per “bambini” di tutte le età

Nei giorni 24-25 e 30-31 Ottobre, per due weekend, l’antico borgo delle Marche circondato da maestose mura rinascimentali, stupendamente conservate esse stesse uno spettacolo, ospita da 25 anni la festa di Halloween diffusa in tutta la cttadina “murata”, una festa spettacolare e famosa, organizzata da tantissimi volontari e sostenuta dalle tante realtà imprenditoriali del territorio.

trampoliere con la luna

Una festa che è anche occasione di un viaggio nell’ enogastronomia locale e anticipa solo di un mese la “Festa della “Cicercchia” molto più “corposa” dal punto di vista gastronomico, e che nell’ultimo fine settimana di Novembre (quest’anno dal 27 al 29), si svolge a Serra de Conti dedicata ad un antico e pregiato legume locale a metà tra un fagiolo ed un cecio, festa che è anche occasione per gustare la cucina locale davverro a Km. Zero basata su ingredienti della tradizione e prodotti di eccellenza del territorio.

Sia Serra de Conti che Corinaldo nell’entroterra Marchigiano della costa Adriatica, a pochi chilomentri da Senigallia, in provincia di Ancona, fanno parte dei Castelli delle Marche, antichi insediamenti dei Piceni poi trasformati in insediamenti Romani e circondati da mura dal Granducato di Urbino, erette a protezione della popolazione locale baluardo a difesa dai pirati insieme a Senigallia quest’ultima sul mare ancora più esposta dove era stata eretta una torre già in epoca romana e oggi, dopo innumerevoli vicessitudini sorge la Rocca Roverasca voluta nella struttura attuale da Giovanni della Rovere duca di Urbino e oggi magnificamente conservata, simbolo della città.

Ospiti nel primo weekend della festa di Halloween abbiamo potuto assistere al primo “assaggio” di quella che tradizionalmente è la grande Festa delle Streghe di venerdi 30 e sabato 31 ottobre a Corinaldo dove Fabrizio Corona spazia, in un convegno, dalle antiche superstizioni alle moderne inquisizioni, in un viaggio dove la magia incontra la realtà, le verità più scomode salgono sul palco esplorando il confine sottile tra scandalo e verità.

camminamento

Una notte da brividi tra streghe, mostri e magia con Dj Pippo Palmieri, direttamente dallo zoo di 105 che propone un viaggio tra it-pop, indie hit, elettronica e rock dove musica, energia e magia si fondono in un DJ set esplosivo.

Per tutto il periodo della Festa delle Streghe, le voci e la musica e l’energia di Radio Halloween in collaborazione con Radio Arancia Network, si diffondono per tutto il centro storico di Corinaldo;

  • la magia fatta ad arte, sono le creazioni, i colori e fantasia di un Mercatino di Hallioween;
  • un laboratorio incantato per piccoli maghi e streghette da vita alla fantasia in collaborazione con CoriLab;
  • un pizzico di magia e tanta solidarietà con la Fondazione Santa Maria Goretti, nei dolci golosi e oggetti artigianali di uno stand;
  • la Torre delle trasformazioni con docenti e alunne del corso di estetista dell’IIS di Arcevia;
  • un Tunnel della Paura e Tunnel del Sorriso per emozionare e divertire grandi e piccini;
  • Animazione itinerante in costume, trampoliere bolle di saponr, caldarroste e vin brulé.

Poi, per la gioia del palato, Mostruose Taverne dai nomi di fantasie più sfrenate, ogniuna con proposte specifiche accolgono abitanti e turisti: AREA STREET FOOD – Il Ristoro dei Zucconi, Cuccumeo, Il Cantuccio polveroso, Le Stelle Ardenti, Dead Pool;

PUNTI DI RISTORO – Pozioni Magiche, The Ausilium, Anno Zero, Stop & Drink, Il Calice dei Lussuriosi, Crazy Circus; TAVERNE RISTORANTE – Arcanum, Welcome to the Jungle.

La polenta della Taverna Arcanum

Corinaldo oltre Halliween

Uno dei Borghi più Belli d’Italia, bandiera arancione del Touring Club Italiano, Corinaldo fa parte del progetto Val Mivola, un brand e un distretto turistico esemplare nato per valorizzare l’area compresa tra le valli dei fiumi Misa e Nevola, nelle Marche (da qui l’acronimo Mivola). Un territorio che comprende nove Comuni della provincia di Ancona: Senigallia, Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Serra de’ Conti, Trecastelli.

Il motto presente sullo stemma del comune di Corinaldo «Cineribus orta combusta revixi» (risorta dalle ceneri dopo essere stata bruciata tornata a vivere) ci viene spiegato dalla guida Irene Rocchetti che ci accompagna alla scoperta del borgo, racconta le vicessitudini nella storia del Castello che sotto la tirannia del nobile ghibellino Nicolò Boscareto, vicario imperiale viene attaccato, incendiato e distrutto dall’esercito pontificio di Innocenzo VI agli ordini di Galeotto Malatesta. Poi, ad appena 7nni di distanza, per la tenacia e determinazione della sua gente, la città si ripopola e previa l’autorizzazione di Papa Urbano V, si dota di una cinta muraria a protezione dell’intero borgo. Mura che resistono a vari attacchi, poi, in periodi successivi, ampliate e rinforzate, assumono l’aspetto attuale grandioso e potente Oggi la cinta muraria che si estende per oltre 1 Km. è immagine e vanto della città che il Comune mantiene, devo dire con successo, “curandone i minimi dettagli aggiungendo nuovi camminamenti a quelli già esistenti dopo averli messi in sicurezza”, ci racconta Massimo Gradoni presidente della Proloco.

Proseguendo nella visita, accompagnati anche dalla dottoressa Lara Massi dell’Ufficio Promozione Turistica di Senigallia, scopriamo leggende probabilmente fantasiose della narrazione popolare ma sicuramente suggestive e divertenti legate alla vita del’antico borgo.

La scalinata ed pozzo

La scalinata di 109 gradini, tra i simboli più famosi della città ha al centro il pozzo, detto il “Pozzo della Polenta”. Quando la scalinata non esisteva e c’era una rampa, la leggenda narra di un contadino che si sedette sul bordo del pozzo per riposarsi durante la dura salita per portare la parte di farina di mais spettante al signore del castello, inavvertitamente il sacco cadde al suo interno e la farina si mescolò all’acqua, il contadino disperato gridò aiuto a gran voce facendo accorrere numerose persone, uno tra questi recuperò il sacco di farina bagnata, aggiunsero della salsiccia e prepararono una bella polenta che mangiarono facendo gran festa.

Naturalmente la cosa non passò inosservata e gli abitanti di Ostra Antica, già animati da spirito campanilistico approfittarono per appioppargli il titolo di polentari. La qual cosa non fu gradita e, se prima non correva buon sangue, come spesso accade tra paesi vicini, questo riscaldò gli animi tanto che pensarono di cannoneggiare il borgo rivale non molto distante. Il comandante della guarnigione non avendo un cannone, si arrabattò a costruilo scavando il fusto di un albero di fico. Cique soldati portarono il “cannone” autocostruito sulle mura e dopo l’ordine spararono, un gran botto e quando si sollevò il fumo i soldati erano morti il comandante sentenziò “pensate a quanti morti abbiamo causato a Ostra Vetere”. Poi qualcuno reduce dal paese vicino racconto di aver sentito delle grida esclamare dei numeri in crescendo pensando che fosse la conta dei morti causati dallo sparo quando in realtà erano alcuni che giocavano alla morra.

La casa di Scuretto.

Una parete che potrebbe richiamare la facciata di una casa incompiuta racconta di Gaetano detto Scuretto amante del buon vino cui il figlio emigrato in America spediva soldi per affinché gli facesse costruire una casa. Insospettito dalla continua richiesta di soldi conoscendo il vizio del padre chiese una foto della casa, Scuretto si affrettò a costruire la facciata, ci mise il numero civico e si fece fotografare affacciato alla finestra. Non sappiamo se i soldi arrivarono ancora ma la facciata è ancora li monumento alla storia del personaggio.

teatrol Teatro

Il Teatro Carlo Goldoni

Un piccolo gioiello ottocentesco caratterizzato da una sala circolare e decorazioni in legno e velluto rosso più voltre ristrutturato dalle famiglie nobili della città. Interessato da un grande intervento di restauro e consolidamento strutturale della Regione Marche nell’ambito della valorizzazione dei teatri storici, è stato da poco inaugurato con il lancio della nuova stagione teatrale  e restituito come luogo di cultura alla collettività.

Santuario Santa Maria Goretti

Il Santuario di Santa Maria Goretti.
Il paese ha dato i natali alla Santa ora gli ha dedicato la chiesa detta di Sant’Agostino ora Santuario della Santa con all’interno una reliquia, la tomba del suo Assassino Alessandro Serenelli e di Mamma Assunta ancora vivente quando la figlia Maria Goretti è stata dichiarata Santa. L’altro, secondo ed unico caso riguarda Carlo Acutis da poco dichiarato Santo.

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